Ipotesi accorpamento delle festività

18 luglio 2012 14:230 commenti

La provocazione lanciata dal sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo, che nelle scorse settimane ha proposto di tagliare le ferie dei lavoratori italiani per alzare il Pil, rischia di diventare una dura realtà.

La proposta, infatti, potrebbe essere esaminata nel corso del prossimo Consiglio dei ministri, anche se al momento i rumors parlano non di una riduzione dei giorni di ferie spettanti ma di un intervento volto ad accorpare alcune festività in modo tale da far si che si riduca il numero di giorni durante i quali i lavoratori possono restare a casa. Polillo si è detto contento che la sua proposta sia stata fonte di ispirazione per un possibile provvedimento di questo tipo, in quanto a suo avviso aumentare la produttività dei lavoratori italiani è l’unico modo per uscire dalla crisi.

Ma come è facile immaginare, non tutti sono d’accordo con il sottosegretario. Tra i contrari figura in prima linea Antonio di Pietro, secondo cui in questo modo si andrebbe solo a tartassare ancora di più chi già paga tutto, eliminando alcune festività per i lavoratori ma senza toccare gli stipendi d’oro dei super-manager di Stato. A pensare che si tratti di un’idea del tutto sbagliata è anche il segretario del Prc Paolo Ferrero, secondo cui una riduzione delle festività, dopo l’allungamento dell’età pensionabile, avrebbe come effetto solo un ulteriore aumento della disoccupazione.

Dello stesso parere anche i sindacati, in particolare il segretario nazionale della Cisl, Luigi Sbarra, ha definito il provvedimento  dannoso e del tutto inutile ai fini della crescita del Pil.

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