La chiesa e la comunione ai divorziati

17 settembre 2014 14:530 commenti

Il Papa ha chiesto al cardinale Walter Kasper di fare una relazione sul tema “la Chiesa e i divorziati” cercando di suggerire alla Chiesa un modo di far coesistere la fedeltà e la misericordia di Dio con la situazione delle persone divorziate e poi risposate con rito civile.

divorzio

Per farla breve il Papa ha chiesto al cardinale Kasper di capire se all’interno della dottrina della Chiesa ci sono i margini per garantire anche ai divorziati che si sono risposati con rito civile, di essere in Comunione con Dio durante la Messa e non solo. Una forma di apertura del Papa che non è stata accolta bene da tutti.

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Il cardinale Kasper ritiene che la chiave di lettura di tutto questo nodo sia la misericordia divina che aprirebbe le porte anche alla comunione con chi vive una situazione finora considerata peccaminosa. Non fa una piega il suo ragionamento ma forse sembra un po’ troppo vicino alla tesi secondo cui l’Inferno non esiste perché Dio è infinitamente buono. Secoli e secoli di catechismo hanno già messo alla berlina quest’ultima eresia e sono disponibili anche a togliere fondamento alle tesi di Kasper.


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Non è passato molto tempo, da febbraio ad oggi, ed è stato mandato alle stampe un libro, curato da cinque cardinali che dissentono dall’idea di Kasper e del Papa e spiegano le loro ragioni.

Il punto di partenza del loro ragionamento, che dimostra di essere ferreo e anche un po’ intransigente, è nel “non possumus” che originò lo scisma anglicano. Il libro si chiama “Permanere nella verità di Cristo” e spiega come da un lato ci sia il divieto dato da Cristo di divorziare e unirsi in nuove nozze, dall’altro c’è l’idea che la misericordia non elimina le situazioni di abuso che nel caso delle seconde nozze civili del divorziato, restano.

Kasper fa anche riferimento alla pratica ortodossa dell’oikonomia che è un sistema con cui dopo una penitenza, i divorziati sono accolti di nuovo nella Chiesa ortodossa.






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