La Chiesa inizia a pagare l’ICI

15 febbraio 2012 17:180 commenti

In tempi di duri sacrifici per tutti, anche la Chiesa pagherà l’ICI. Come anticipato da Repubblica, giovedì, 16 febbraio, in occasione della ricorrenza dei Patti Lateranensi, Mario Monti sottoporrà alle alte gerarchie ecclesiastiche la sua proposta per mettere fine alle esenzioni fiscali e ai privilegi della Chiesa.

Le esenzioni dall’imposta comunale sugli immobili “commerciali” della Chiesa erano state introdotte nel 2005 dal Governo Berlusconi: in sostanza tutti gli alberghi, le scuole, gli ospedali degli enti religiosi che operano in regime di concorrenza usufruiscono dell’esenzione totale ICI (e di uno sconto del 50% sull’Ires) con la sola presenza di una cappella all’interno. Il danno per l’erario italiano è notevole e pari a circa 1 miliardo l’anno. In particolare la proposta del Governo italiano mira a ripristinare nella legalità il regime fiscale della Chiesa: in sostanza i privilegi verrebbero cancellati, ma verrebbero tutelate le attività no profit, come le mense per i poveri o gli oratori.

Il problema più spinoso riguarda le cosiddette attività miste, vale a dire attività commerciali e attività no profit all’interno dello stesso immobile. In questo caso le attività dovrebbero essere scorporate secondo lo schema previsto dal fisco. Anche se l’opinione pubblica resta divisa, sembra giusto che anche la Chiesa contribuisca al risanamento economico dello Stato in un momento di crisi.

Manca ancora la conferma ufficiale, ma la revisione della normativa fiscale era già stata in qualche modo annunciata dal Cardinal Bagnasco. La decisione del Governo arriva anche in seguito alla condanna dell’Unione Europea ai danni dell’Italia per “aiuto di Stato illegali”.

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