La destra vince le elezioni e allontana l’Islanda dall’Europa

29 aprile 2013 13:090 commenti

europaDopo quattro anni all’opposizione, il centro-destra torna a trionfare in Islanda con un plebiscito. Trentotto seggi guadagnati, per metà dal partito degli Indipendentisti e per metà da quello del Progresso. Un risultato che allontana l’isola dall’Europa, dal momento che la candidatura di adesione era un’idea dello schieramento opposto.

La sinistra, invece, è uscita penalizzata da questa tornata elettorale, complice una politica improntata troppo sull’austerity che ha stremato l’elettorato. Questa politica, però, ha permesso all’Islanda di uscire dalla recessione, con un Prodotto Interno Lordo in salita e una disoccupazione in calo.


Al comando del Partito dell’Indipendenza c’è il quarantatreenne Bjarni Benediktsson. Benediktsson si è dichiarato più che pronto a guidare il governo. Sarà un governo di coalizione che condividerà con il Partito del Progresso. I due partiti hanno guadagnato infatti diciannove seggi a testa in Parlamento.

Spetterà dunque alla destra e al centro, dopo quattro anni di opposizione, contrastare gli effetti della rigida politica che ha deluso l’elettorato islandese.

Al voto si è presentato l’83 per cento degli aventi diritto. I conservatori del Partito dell’Indipendenza (di destra) hanno guadagnato il 26,7% dei consensi, con 19 seggi al Parlamento. I centristi del Partito del Progresso, nel contempo, hanno raccolto il 24,4% e adesso possono contare ugualmente su 19 deputati. Alla coalizione di centro-destra spetteranno dunque 38 seggi su un totale di 63.






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