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La manovra finanziaria di Beppe Grillo

In ogni manovra finanziaria e soprattutto nella nuova manovra del Governo Monti, si parla di sacrifici, ma attenzione, c’è chi dà voce al malcontento generale e dice la sua.

È Beppe Grillo che dal suo blog pubblica “la manovra economica dei cittadini”, una serie di suggerimenti e proposte raccolti dai cittadini su come affrontare la crisi e risanare il Paese con una manovra economica ideale.

Partendo dal presupposto che i “sacrifici li devono fare i cittadini. I sacrifici li decidono i parlamentari. I parlamentari non fanno sacrifici”, Grillo ha pubblicato un minipost intitolato La manovra economica. Qualche suggerimento proposto?

Taglio delle spese militari e rientro delle missioni di guerra in Libia e in Afghanistan; abolizione delle pensioni parlamentari in assenza di un periodo di contribuzione pari a quello di tutti gli altri cittadini, l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti ma anche dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali, abolizione delle doppie e triple pensioni, tetto massimo per ogni pensione di 3.000 euro al mese, cancellazione delle Grandi Opere e… via dicendo.

Insomma la lista è lunga e sostanziosa e in breve tempo Grillo ha ricevuto più di 500 contributi invitando i suoi lettori a ridefinire le regole e a stilare una manovra finanziaria ideale: è necessario che i sacrifici li facciano davvero tutti. Equamente. Senza distinzione.

Fra le proposte più quotate dai cittadini, l’introduzione dell’ICI per gli immobili del Vaticano, ma anche l’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole e agli ospedali privati. A grande richiesta l’eliminazione delle buonuscita per incarichi pubblici, lo stipendio dimezzato ai parlamentari, la tassazione della prostituzione, l’abolizione indiscriminata di tutte le auto blu, l’eliminazione delle pensioni multiple. Insomma le proposte non mancano e Grillo non si ferma qui: sarà infatti stilato un documento riassuntivo delle proposte e inviato per conoscenza al Parlamento, nella speranza che possa essere valutato nella manovra d’autunno.

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