La Rai licenzia le giornaliste incinte

21 febbraio 2012 10:020 commenti

Licenziamento per gravidanza? Sembrerebbe di sì secondo l’articolo 10 del contratto Rai: in pratica se una donna che collabora con la Rai a partita Iva resta incinta, rischia il licenziamento nel caso in cui venga produttività venga compromessa dalla gravidanza stessa.

La clausola shock è stata denunciata e pubblicata da Errori di stampa, il blog dei precari romani. Insieme alla clausola è stata pubblicata anche una lettera aperta al direttore generale della Rai, Lorenza Lei con la quale le si chiede di eliminare il penalizzante vincolo.

La Rai si difende smentendo categoricamente che ci siano mai state discriminazioni, ma dal contratto non sembra essere così. La gravidanza viene praticamente equiparata a “malattia, infortunio, causa di forza maggiore o altre cause di impedimento” per cui la clausola ammette che il rapporto di lavoro possa essere interrotto “di diritto, senza alcun compenso o indennizzo” nel caso in cui la “situazione” impedisca il “regolare e continuativo adempimento delle obbligazioni”.

Interviene sul caso anche il segretario della Cgil Susanna Camusso che ha parlato di “contratto assolutamente illegittimo in contrasto con la legislazione vigente” accusando la Rai di abusare di contratti atipici. Duro anche il commento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni che sostiene che la maternità è un diritto tutelato dalla Costituzione italiana e che non deve essere toccato ribadendo che dovrebbe invece essere inserita una clausola che ponga un tetto ai compensi milionari di alcuni conduttori.

Poche ore dopo l’accusa arriva la smentita ufficiale di Viale Mazzini che ribadisce non solo la tutela assoluta delle lavoratrici, ma anche l’applicazione dello Statuto dei Lavoratori ai contratti di lavoro autonomo. Naturalmente la Rai nega di fatto l’esistenza della famigerata clausola. Che però esiste eccome.

E dopo la contestazione, la Rai ha annunciato che toglierà dai contratti la controversa clausola sulla maternità.

Ultimo aggiornamento 22 febbraio 2012, ore 10.30

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