La riforma della scuola slitta ma c’è confusione sui tempi

29 agosto 2014 21:530 commenti

Slitta ancora la riforma della scuola che doveva essere posta all’attenzione del Consiglio dei ministri già oggi. Poi il premier ha convenuto con Napolitano l’urgenza di affrontare la riforma della Giustizia e la scuola è passata in secondo piano. Ma quali sono i punti salienti della riforma Renzi-Giannini?

Scuola, Esami di Maturità

Governo che vai, riforma della scuola che trovi. Potremmo sintetizzare così la voglia che il premier ha di rivoluzionare il sistema scolastico, iniziando con la stabilizzazione dei precari. Peccato che ci sia un po’ di confusione nei modi e nei tempi di questa fantomatica rivoluzione di cui pochissimi sentono l’esigenza.

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I vari tweet mattutini di Renzi facevano pensare che si sarebbe tornati sui banchi di scuola con una riforma già avviata, con i supplenti precari non più precari, con una valorizzazione del lavoro dei docenti e con un ambiente che favorisce in modo puntuale l’apprendimento dei ragazzi. Si parlerà in un secondo momento dei programmi, eppure non sono di poco conto.

Polemiche a parte, il punto che maggiormente interessa di questa riforma è la stabilizzazione del precari che nel piano di Renzi sarebbero assorbiti nell’organico per andare a coprire con incarichi pluriennali, sia lezioni frontali che supplenze vere e proprie. Lo stipendio dei professori cambia ed è in parte legato al contratto e in parte al merito nel senso che chi più lavora, più guadagna proprio come nel settore privato.

Peccato che arrivi subito l’altolà degli economisti che avvertono: non ci sono le coperture economiche e bisogna aspettare la manovra autunnale per capire in che tempi potranno essere stabilizzati i precari, fuori dagli slogan di Renzi. Ma il premier insiste, si comincia presto perché le coperture ci sono. Il governo ha spostato soltanto la discussione della riforma per far sì che sia partecipata. L’intenzione è di coinvolgere nei prossimi mesi docenti, studenti e famiglie.






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