Lampedusa scontri tra polizia e immigrati degenerano

21 settembre 2011 13:190 commenti

La protesta partita da alcune centinaia di immigrati tunisini è degenerata in una vera e propria guerriglia urbana a Lampedusa. I tunisini minacciano di fare addirittura esplodere un distributore di benzina.

La tensione sale tra immigrati e i cittadini lampedusani. Lanci di sassi e pietre, incendi, un gruppo di tunisini ha sottratto dal centro di accoglienza alcune bombole di gas e le ha portate nei pressi di una pompa di benzina al porto vecchio, minacciando di farla saltare in aria.  

Le squadre di polizia e carabinieri, in tenuta antisommossa tentano di allontanare la folla inferocita, che tenta di linciare gli immigrati. Attualmente il bilancio dei feriti è di circa una decina, tra loro anche poliziotti e carabinieri, secondo le poche informazioni emerse. 


Altri scontri tra immigrati e forze dell’ordine sono intervenuti anche all’interno del centro di prima accoglienza, dove si trovano ancora circa un centinaio di tunisini. 

Anche giornalisti di Sky Tg24 e un operatore della Rai, Marco Sacchi sono stati aggrediti, mentre il sindaco dell’isola, Dino De Rubeis,  si è barricato in casa, da dove chiede aiuti immediati. “Siamo in presenza di uno scenario da guerra, lo Stato mandi subito elicotteri, navi per trasferire i tunisini che vagano per l’isola dopo avere incendiato il centro di accoglienza”. Si appella il sindaco. 

Martedì un gruppo di immigrati tunisini ospiti avevano appiccato un incendio al centro di prima accoglienza di Lampedusa, e alcuni di loro erano riusciti a fuggire. L’incendio aveva causato una densa nube di fumo nero che sospinta dal vento aveva presto raggiunto il centro abitato. 

Nel centro si trovano circa 1200 tunisini, che nei giorni scorsi hanno protestato a più riprese per chiedere il loro trasferimento sulla terra ferma.

Ultimo aggiornamento 21 settembre  2011 ore 15,20






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