L’Argentina non vuole il corpo di Priebke

12 ottobre 2013 10:430 commentiDi:

Priebke

Erik Priebke è morto ieri. Aveva 100 ani e molto probabilmente, come ha detto il suo legale e amico Paolo Giachini, è morto di vecchiaia. Una fine indolore e pacifica per un uomo che si è macchiato di uno dei più orrendi crimini della storia e del quale, inoltre, non si è mai pentito.

Anche se ora Priebke è morto, la discussione intorno a quest’uomo non sembra voler finire, come se quella profonda ferita fosse ancora infetta: Priebke, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si rifugiò in Argentina ma, quando fu scoperta la vera identità dell’uomo, fu estradato in Italia dove fu condannato all’ergastolo.

E’ morto Erich Priebke

Ma all’epoca, era il 1998, Erik Priebke era già un uomo anziano e gli furono concessi gli arresti domiciliari. In quella casa è morto e, adesso, si pone il problema della salma e della sua sepoltura: l’Argentina ha già fatto sapere con un twitter del ministero degli Esteri di Buenos Aires che per nessun motivo il corpo del criminale potrà rientrare nel paese e, quindi, il criminale non potrà essere sepolto accanto alla moglie Bariloche.

Non si sa ancora dove sarà sepolto il corpo dell’uomo che ordinò la distruzione dei quartieri di San Lorenzo e di Testaccio a Roma e che fu il responsabile della morte di 335 romani, rastrellati e uccisi come rappresaglia dopo un attentato partigiano ai tedeschi.

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