Liberalizzazioni farmacie e taxi nel decreto salva Italia

29 febbraio 2012 11:210 commenti

testo sulle liberalizzazioni oggi a palazzo MadamaArriva oggi a Palazzo Madama per il dibattimento in aula, con il governo che con ogni probabilità dovrebbe porre la fiducia sul testo, il decreto sulle liberalizzazioni, che nella tarda serata di ieri è stato licenziato dalla commissione Industria del Senato. Escono sconfitte le banche, che devono incassare l’eliminazione delle clausole che prevedono commissioni a loro favore sull’apertura e la tenuta delle linee di credito “qualsiasi sia la loro denominazione”, mentre sono stati risolti in extremis i nodi più spinosi, quelli riguardanti taxi e farmacie.

Per quanto riguarda queste ultime, il tetto per l’apertura di nuovi esercizi viene fissato a 3.300 abitanti, quota superiore ai 3.000 inizialmente previsti dal decreto, ma comunque molto al di sotto del quorum di 5.000 abitanti fissato dall’attuale normativa e dei 4.000 chiesti dal Pdl: dal braccio di ferro esce dunque vincente il progetto del governo, che prevedeva l’apertura di circa 4.800 nuove farmacie. Entro un anno il concorso per l’assegnazione delle nuove sedi, nel quale non vi saranno “quote riservate”. Nessuna novità invece per i farmaci di fascia C, quelli completamente a carico del paziente, che restano off-limits per le parafarmacie, alle quali è stata tuttavia concessa la vendita di prodotti galenici e di farmaci veterinari con ricetta. Prevista inoltre per il 2013 l’introduzione di confezioni monodose proposta dal finiano Giuseppe Valditara: novità a vantaggio dei consumatori che potranno evitare sprechi acquistando confezioni più piccole in funzione della patologia da trattare.

Per quanto concerne i taxi, la competenza sul numero delle nuove licenze e sul livello delle tariffe resta in mano ai sindaci, mentre la nuova Autorità indipendente dei trasporti potrà dare un parere che non sarà tuttavia vincolante. Bocciata dunque la soluzione proposta dal governo, che voleva permettere all’Authority di sostituirsi al sindaco se questo non avesse seguito le suedirettive. In quest’ultimo caso all’autorità non rimane che fare ricorso al Tar.

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