Libia Seif al Islam figlio di Gheddafi è libero

23 agosto 2011 06:420 commenti

Seif al-Islam, uno dei figli del colonello Gheddafi, non è stato catturato, come avevano annunciato, ieri, i ribelli.

Nella scorsa notte si trovava a Tripoli, dove i giornalisti lo hanno incontrato nel complesso residenziale del dirigente libico. 

Seif al-Islam ha smentito il suo arresto. Ai giornalisti ha affermato che la capitale è “sotto il controllo del regime” e suo padre si troverebbe in luogo sicuro a Tripoli. 

“Sono qua per smentire le menzogne”, annuncia Seif al Islam ai giornalisti che lo hanno incontrato nella zona di Bab al-Aziziya. Nelle immagini della televisione, si può vederlo brandire un sorriso trionfante, simboleggiare con la sua mano la  V di vittoria e salutare i suoi partigiani.

 Il procuratore del CFI Luis Moreno Ocampo affermava ieri mattina, di disporre di informazioni “confidenziali secondo le quali Seif al-Islam, sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale, per crimini contro l’umanità, era stato fermato dai ribelli”. E il presidente del Consiglio Nazionale di Transizione, Mustafà Abdeljalil aveva confermato. 


“Tripoli è sotto il nostro controllo. Tutti stiano tranquilli. Va tutto bene” ha dichiarato il figlio del rais “Avete visto come si è ribellato il popolo libico per combattere l’arrivo dei ribelli?” ribadisce Seif al-Islam, accusando gli occidentali di condurre “una guerra tecnologica e mediatica atta a causare il caos e il terrore in Libia”.  

Mohamed Gheddafi, l’altro figlio del Colonnello, il cui arresto era sempre stato annunciato dai ribelli, domenica, è riuscito a fuggire, indica una fonte della ribellione a Bengasi. 

Intanto la rete televisiva al Jazira riporta che sono stati ritrovati due corpi. Uno potrebbe essere quello di Khamis Gheddafi, uno dei figli “della guida”, che comandava un’unità dell’esercito libico, l’altro sarebbe quello del capo dell’intelligence, Abdullah alSenussi

Proseguono i combattimenti. I ribelli sono entrati praticamente senza resistenza nella capitale, domenica. Ma gli scontri tuttavia hanno avuto luogo per tutta la giornata di ieri, in molte zone del centro della capitale. Aerei della Nato hanno ripreso nella notte a bombardare il compound di  Gheddafi a Tripoli, dove si ritiene sia ancora asseragliato il rais. Mentre i ribelli attendono i rinforzi di altre migliaia di combattenti che vengono da altre regioni del paese. “Si sta sparando tutto ciò che è sparabile”, sostiene un portavoce degli insorti. 

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Ultimo aggiornamento 23 agosto 2011 ore 08,40

 






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