Linea dura della Nato sulla questione Ucraina

6 settembre 2014 13:570 commenti

Cosa hanno deciso i rappresentanti dei 28 Stati membri che hanno partecipato al vertice Nato il Galles? Avevano due priorità, due nodi da sbrogliare: la questione mediorientale dopo l’incremento della violenza da parte dell’ISIS e la questione Ucraina.

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Al vertice Nato, Obama e Cameron ci hanno tenuto a spiegare che tutti devono dare una mano per la risoluzione dei conflitti attualmente presenti nel mondo, in particolare bisogna intervenire in modo congiunto in Ucraina contro la prepotenza russa e in Iraq e Siria contro lo Stato Islamico.

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All’Italia e all’UE, di certo, interessa, anche soltanto per vicinanza, che sia trovata una soluzione univoca al conflitto che sta opponendo l’Ucraina e la Russia. Questi due paesi, mentre in Galles si parlava di loro, si sono accordati per un cessate il fuoco ma Putin ha ribadito a Poroshenko le sue 7 condizioni.

In Galles non si sono fatti intenerire da questo passo avanti nelle trattative politiche ed hanno deciso di approvare un Readiness Action Plan, un piano d’intervento rapido che aumenta la difesa collettiva contro la Russia. A parlarne è stato il segretario Nato Rasmussen che ha parlato di presenza continua nell’Europa dell’Est.

La forza militare a sostegno dell’Ucraina contro la minaccia russa, secondo il presidente polacco Bronislaw Komorowski dovrà essere composta da circa 5 mila soldati. Cameron stesso ha ribadito che i paesi Nato si sono impegnati ad usare il 2% del PIL per le spese militari ed ha fatto notare, così come la Merkel che la Russia ha violato molti punti del Memorandum di Budapest cui la Nato si attiene.

La Nato si è ripromessa di impartire alla Russia anche altre sanzioni ma gli europei non sono d’accordo e preferiscono la linea del dialogo per evitare problemi legati all’approvvigionamento energetico e per evitare che lo sport (si pensi a Mosca 2018) sia usato come strumento di ritorsione piuttosto che come strumento di pace.

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