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Lo Hobbit, la battaglia delle cinque armate: 3 curiosità sul finale

Il 17 dicembre prossimo uscirà sui grandi schermi l’ultimo capitolo della trilogia di Lo Hobbit dal titolo ‘La battaglia delle cinque armate”. Si chiude così una saga storica del cinema fantasy ispirata all’opera letteraria di Tolkien, un libro che non è poi neppure particolarmente voluminoso nonostante sia stato reso tale dall’interpretazione cinematografica. La trama dell’ultima fatica fantasy è cosa nota per questo motivo siamo andati alla ricerca degli aspetti più particolari e più nascosti di questa pellicola che chiude la saga de Lo Hobbit, consacrando il successo cinematografico di tutto quello che fu partorito dalla geniale mente dell’aristocratico e tradizionalista Tolkien (nell’autore inglese, infatti, è stato stato costante, pur in chiave metaforica il confronto tra il Bene il Male e di come il primo può trasformarsi nel secondo.

La prima curiosità parte proprio dal titolo: in origine l’ultimo capitolo della trilogia doveva avere il sottotitolo “Andata e Ritorno”, ben più pacifico di quello poi scelto, “La Battaglia delle Cinque Armate” appunto. Una scelta che conferma la volontà di focalizzare l’attenzione proprio sul mastodontico scontro finale. E la seconda curiosità riguarda proprio la tecnologia scelta per dare credibilità alla battaglia finale: vedremo sul campo di combattimento Orchi, Mannari, pipistrelli contro Elfi dalle armature lunghe ed eleganti, Nani dagli elmi piatti, Uomini e Aquile. Tutto in pieno stile Lo Hobbit insomma. Gli effetti speciali sono creati con tecnologia 3D e 48 fps, che inizialmente ha dato qualche problema tecnico a Jackson e il suo team. Il lavoro è servito ad ammorbidire alcuni effetti: il risultato finale vede la predominanza dominato dalla CGI, con tutte le abilità della Weta, ma dall’aspetto vigoroso, con tanti dettagli e scene mastodontiche. Effetti speciali veramente forti e dominanti tanto che, unica critica, forse coprono anche troppo la splendida colonna sonora di Howard Shore, che resta in sottofondo e non è mai protagonista della scena. E questo potrebbe essere un punto debole che la critica cinematrografica non mancherà di mettere in risalto. Forse un prezzo a pagare per La battaglia delle 5 Armate?

Chiudiamo con una curiosità che vuole essere una considerazione generale su questo capitolo che è il più spedito (dura “solo” 144 minuti) ma anche il più dark tanto che The Hollywood Reporter, dopo l’anteprima a Londra, non ha esitato a definirlo un vero e proprio film di guerra. Non ci resta che attendere la proiezione nelle sale italiane per poter commentare insieme l’ultimo capitolo di Lo Hobbit. La Battaglia delle cinque armate, saprà tenere alta la bandiera?

Staremo a vedere, prodi!

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