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Minaccia terroristica in volo arriva dai cani kamikaze

Dopo i pacchi bomba, cani trasformati in vere e proprie bombe animali: i servizi segreti occidentali hanno lanciato l’allarme con discrezione, su questo nuovo modo operativo dei terroristi islamisti.

La notizia rivelata oggi da “Le Figaro” è stata conservata per lungo tempo segreta. L’esercito americano aveva scoperto nella zona di trasporto dell’aeroporto di Bagdad, due cani morti, la cui autopsia ha rivelato che erano stati imbottiti di un potente esplosivo, collegato ad un detonatore.

Questi due cani erano stati collocati in due speciali gabbie per il trasporto di animali, destinate, quindi, all’imbarco. Avrebbero dovuto esplodere in volo, ma i terroristi avevano  ricucito in malo modo i due poveri animali, i quali sono morti prima del loro decollo. Tutto ciò ha permesso di evitare un disastro aereo,  poiché il personale aeroportuale, constatando che i due cani non mostravano alcun segno di vita, li hanno rimossi dal gruppo di animali da imbarcare.

Immediatamente, sono stati informati i servizi segreti degli Stati Uniti, inoltre, fotografie rilasciate dal reparto di medicina legale locale, che rappresentano i cadaveri dei due cani e i loro sistemi di accensione, sono state inoltrate ai funzionari della sicurezza aerea.

Un segnale d’allarme specifico è stato trasmesso dall’OACI, Organizzazione Aeronautica Civile Internazionale, avente sede a Montreal, verso tutti i paesi aderenti.

Questo episodio illustra la determinazione degli attivisti di al Qaeda, ad oltrepassare ogni limite e ogni misura di sicurezza, per raggiungere i loro obiettivi terroristici.

Lo scorso anno, in un fallito attentato del 28 agosto 2009 contro il principe Ben Nayef, ministro degli Interni saudita, il terrorista aveva introdotto l’esplosivo nel proprio corpo, come una supposta, per riuscire a sventare i sistemi di sicurezza.

In questo contesto, gli aeroporti internazionali dovranno rafforzare i loro controlli anche sulle merci e gli animali pronti per essere imbarcati sugli aerei di linea, poiché l’80% viene spedito attraverso i voli passeggeri, mentre, soltanto il 20% su aerei cargo.

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