Mini riforma del processo civile al via oggi

11 settembre 2012 10:220 commenti

La mini riforma del processo civile approvata durante l’estate con il Decreto Sviluppo (decreto 83/2012 convertito dalla legge 134/2012) entra in vigore a partire da oggi. Tra le novità figura il filtro sugli appelli civili, in forza del quale chi deve appellare una sentenza civile, comprese le controversie riguardanti questioni inerenti al lavoro, dovrà necessariamente mettere in evidenza i profili di successo dell’impugnazione. Il giudice di appello valuterà se le possibilità di successo siano ragionevoli e, solo in questo caso, l’appello andrà avanti con una sentenza di merito. Esistono però delle eccezioni. Sono infatti esenti da tale filtro i giudizi caratterizzati dall’intervento del pubblico ministero, i processi sommari di cognizione e i giudizi tributari. In caso di inammissibilità dell’appello, è prevista la possibilità di ricorrere in Cassazione.


Altra novità contenuta nella mini-riforma introdotta dal decreto Sviluppo riguarda l’indennizzo spettante nel caso dei cosiddetti “processi lumaca”. Tale disposizione si applica ai ricorsi depositati a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del decreto e stabilisce la durata ragionevole del processo in tre anni per il primo grado, due anni per l’appello e un anno per la Cassazione. La misura dell’indennizzo va da un minimo di 500 ad un massimo di 1500 euro per ciascun anno. Il diritto ad ottenere l’indennizzo viene perso in caso di abuso del diritto processuale, ovvero in virtù di condotte ostruzionistiche rispetto ad una definizione pronta del giudizio.

Sempre a partire da oggi, inoltre, entrano in vigore le modifiche alla legge fallimentare per i procedimenti di concordato preventivo e per l’omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti. Tra le novità figura anche la semplificazione della richiesta di concordato e la possibilità di finanziare la continuità aziendale.

 

 






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