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Monti taglia gli stipendi ai deputati

Nei primi giorni di gennaio la Commissione aveva deciso di non tagliare gli stipendi della Casta, ma per fortuna ieri pomeriggio l’ufficio di presidenza della Camera ha pensato di dare il buon esempio ai cittadini, soprattutto per placare il clima di malcontento generale. Il Presidente Monti ha dato un taglio agli stipendi dei deputati, stoppato i rimborsi e proposto il sistema contributivo sia per gli onorevoli che per i dipendenti di Montecitorio.

Purtroppo però l’importo lordo dell’indennità parlamentare sarà ridotto solo di 700 euro netti e anche i rimborsi verranno tagliati del 50%, anche se il restante 50% potrà essere usato qualora le spese verranno prontamente documentate.

Dal 1° febbraio ci sarà un ulteriore sforbiciata del 10% delle indennità d’ufficio ai deputati titolari di incarichi istituzionali, in modo da essere totalmente in linea con quello percepito dai componenti degli altri Parlamenti europei. Secondo quanto stabilito sparirà anche il vitalizio, infatti con l’adozione del metodo contributivo i parlamentari potranno accedere al trattamento previdenziale a 65 anni e solo con un periodo contributivo di 5 anni e lo stesso metodo verrà applicato ai senatori. Matteo Salvini, europarlamentare della Lega, è felice che siano avvenuti questi tagli, anche se è certo che probabilmente bisognava fare di più diminuendo lo stipendio ai ministri e ai sottosegretari, mentre Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori dice che tutto quello che è stato fatto è totalmente insufficiente per arginare la crisi perché bisognava avere più coraggio.

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