Napoli shock, incendio in Tangenziale: panico e auto in fiamme nella galleria “Vomero”

Attimi di terrore per numerosi automobilisti testimoni di un incendio nella galleria del vomero a Napoli in Capodichino. Il gas tossici sprigionati dall’autovettura hanno invaso tutta la galleria: moltissimi automobilisti presi dal panico, sono scesi dalle proprie macchine lasciando le proposte sono scappati a piedi. Un enorme colonna di automobili si è fermata all’esterno del tunnel della tangenziale. Le persone per paura di rimanere intossicate sono rimaste in attesa che dell’arrivo dei soccorsi, pervenuti sul posto dopo le otto.

Non sono ancora chiare le condizioni di chi era all’interno del veicolo che ha preso fuoco, ma dovrebbe essere rimasto illeso.

“Ho visto le fiamme avvolgere la vettura – racconta a NapoliToday un testimone – ad alcuni boati. Dopo si è scatenato il panico. Siamo stati fatti scendere dalle macchine e rifugiare all’esterno della galleria. C’era una puzza terribile”.

Le gallerie stradali Le gallerie stradali rappresentano una tipologia di infrastruttura molto importanti, infatti queste costruzioni permettono di superare ostacoli naturali come le montagne senza doverle aggirare e quindi riducendo le pendenze e il tragitto percorso. In Italia sono presenti il maggior numero di chilometri di galleria in confronto con il resto dell’UE, infatti con ben 1400 Km di galleria coprono circa il 28% della lunghezza totale delle gallerie nell’’UE. Le gallerie oltre ad essere un comodo collegamento tra mete altrimenti raggiungibili con lunghi tragitti, presentano un possibili scenario di incidente dove l’evacuazione e il soccorso delle vittime risulta molto più arduo, proprio per la loro particolare aspetto costruttivo. Il passato italiano è segnato da molti incedenti stradali e incendi in gallerie, fortunatamente solo pochi di certo rilievo, tra cui ricordiamo quello della galleria del Monte Bianco (marzo ’99), quello del traforo di Taurn in Austria (maggio ’99) e quella della Funicolare di Kaprun (novembre ’00).

 Classificazione delle gallerie In Italia e in tutto il mondo ci sono più tipologie di trafori. Una prima classificazione viene fatta tra gallerie naturali, cioè quelle che presentavano già un collegamento tra i due lati della montagna prima dell’intervento dell’uomo, e quelle artificiali, cioè quelle costruiti interamente dall’uomo. Un’altra divisione viene fatta sulla tipologia dei mezzi che transitano nella galleria, dove troviamo i tunnel stradali che permettono il transito di solo autoveicoli, i tunnel ferroviari costruiti per consentire il passaggio dei treni e i tunnel delle metropolitane. Una seguente distinzione viene eseguita in funzione del numero delle canne, poiché esistono gallerie a singola o a doppia canna. Una diversa classificazione delle gallerie prevede una divisione in cinque classi che viene determinata in funzione delle caratteristiche strutturali (lunghezza, numero di corsie, singola o doppia canna), alle quali corrispondono specifici requisiti minimi per garantire la sicurezza.

Il rischio in galleria L’analisi del rischio è una disciplina che mira a determinare il livello di rischio presente all’interno di specifici ambienti in determinate condizioni. L’analisi del rischio è applicata ormai da molti anni al campo stradale per identificare le cause e gli elementi che favoriscono l’aumento e il propagarsi degli incidenti durante i trasporti su strada. In queste analisi hanno un peso fondamentale sia lo stato delle infrastrutture (strade, gallerie, segnaletica, segnalatori luminosi), sia il comportamento degli utenti durante la guida. Questa tipologia di analisi può essere applicata anche alle gallerie stradali durante il loro normale funzionamento, adottando un approccio specifico per questa tipologia di ambiente.

Possibili scenari La maggior parte degli scenari di incidenti che si presentano in galleria, comprendo la presenza di veicoli, però la causa e la tipologia degli scenari dipendono dalla natura del veicolo e dalla sequenza degli avvenimenti. Un incidente in galleria è uno scenario non molto frequente proprio per il fatto che gli autisti delle automobili o di altri mezzi prestano molta più attenzione alla guida a causa dell’ambiente chiuso e della visibilità limitata, infatti molto spesso la causa iniziale di un incidente deriva dalla fermata forzata o improvvisa di un veicolo o dalla distrazione dell’autista. Nella tabella seguente sono descritte le principali cause di fermata in galleria.

Incendi in galleria In questa studio tratteremo solamente gli incendi di pozza e l’incendio di mezzo leggero. Anche se la frequenza degli incendi in gallerie stradali non è altissima, le conseguenza, proprio a causa delle condizioni in cui avviene lo scenario potrebbe essere disastrose. Le principali cause di un incendio in gallerie sono: – Collisioni (tra veicoli e/o con le parete laterali: la frequenza di questa causa è più bassa rispetto al caso in cui ci troviamo in ambiente aperto, proprio per il fatto che statisticamente le persone alla guida di un veicolo all’interno in una galleria mantiene una velocità di marcia minore); – Difetti o guasti meccanici e/o elettrici ad un veicolo in transito (la frequenza risulta identica a quella di un guasto simile che avviene in ambiente aperto); – Difetti o guasti meccanici e/o elettrici ad un’apparecchiatura già presente all’interno della galleria (frequenza molto più bassa rispetto alle altre due cause) .

Limiti e rischi del CO Durante una reazione di combustione si sviluppano i cosiddetti gas di combustioni, cioè quei prodotti che permangono anche se raffreddati ad una temperatura di circa 15 gradi. Uno dei principali pericoli derivanti da un incendio in un ambiente chiuso, come i tunnel, è l’accumulo di questi gas che possono portare ad un aumento della concentrazione di monossido di carbonio e ad una diminuzione della concentrazione di ossigeno. Infatti perché l’uomo possa respirare, l’aria deve contenere almeno il 17 % di ossigeno. In condizione normali l’aria è costituita mediamente da: – 20,94 % di ossigeno; – 79,09 % di azoto; – 0,03 % di anidride carbonica; – 0,78 % di argon; 0,01 % di altri gas. Le statistiche dicono che la principale causa di morte durante un incendio non sono le ustioni riportate e/o le elevate temperature, ma bensì dall’elevata concentrazione dei prodotti di combustione inalati e dalla ridotta concentrazione di ossigeno, infatti perché l’uomo possa respirare, l’aria deve contenere almeno il 17 % di ossigeno. Tra i possibili prodotti di combustione ricordiamo: – Anidride carbonica: si sviluppa da una combustione completa, e porta ad un’accelerazione del battito cardiaco. È letale se presente con una concentrazione maggiore del 10%. – Ossido di carbonio: deriva da una combustione incompleta, cioè con un difetto di aria rispetto a quella richiesta dalla reazione. Risulta pericoloso anche in basse concentrazioni, poiché grazie alla sua affinità con l’emoglobina interviene nel processo di ossigenazione del sangue interrompendo la formazione dell’ossiemoglobina, provocando una ipossia anemica. Gli effetti del monossido di carbonio, riportati nella tabella 4, dipendono ovviamente dalla concentrazione e dal tempo di esposizione.

– Anidride solforosa: è presente tra i gas di combustione se avviene una reazione che comprende composti con presenza di zolfo ed un eccesso d’aria. Provoca irritazione alle vie di respirazione, occhi e mucose. Per concentrazioni minime dello 0.05 % risulta pericoloso anche per esposizioni di breve durata – Ammoniaca: si sviluppa dalla combustione di sostanze contenenti azoto o negli incendi che coinvolgono impianti di refrigerazione. Provoca irritazioni alla mucose, agli occhi e alle vie respiratorie. – Perossido di azoto: si forma insieme a vapori nitrosi. Si presenta in un colore bruno. Molto tossico, infatti risulta mortale anche con concentrazioni inferiori allo 0.1 %. – Fumi: formazioni di piccole particelle solide (principalmente carbonio) e liquide (vapore acqueo) disperse nell’aria. Provocano un riduzione della visibilità in funzione della loro concentrazione. – Calore: Principale causa che determina l’aumento delle temperature. Può provocare danni a cose e persone, anche in forma letale. L’aumento di temperatura compisce principalmente i tessuti esterni (disidratandoli) e le vie respirazione, provocando ustioni. In presenza di aria secca la temperatura massima sopportabile per brevissimi tempi dall’uomo è di 150 °C, ma poiché nell’aria durante un incendio è  sempre presente un certo quantitativo di vapore acqueo, questo limite si sposta a 60//70°C

Requisiti minimi delle nuove gallerie Negli ultimi anni le tecniche con cui sono state costruite le gallerie stradali sono cambiate molto, tenendo i considerazione la sicurezza delle persone che attraversano questi tunnel e dei soccorritori che devono intervenire in caso di bisogno. Sono stati infatti migliorati i sistemi di ventilazione, come anche i sistemi di illuminazione, di segnaletica e tutte le procedure che permettono alle persone di raggiungere le uscite di sicurezza in caso di incidente. La sicurezza nelle gallerie stradali tuttavia non dipende solo dai sistemi di emergenza e dal loro funzionamento, infatti un elemento di rilievo in caso di un incidente in un ambiente confinato come le gallerie, è il comportamento che tengono le persone durante le procedure di evacuazione. Gli utenti in caso di pericolo devono riuscire a raggiungere le zone predisposte anche se prese dal panico e ancora più difficile in caso di presenza di fumo, il quale può ridurre notevolmente la visibilità. Proprio per risolvere questo problema è stato creato il Decreto 05/10/2006, dove tra i vari requisiti questa legge prevede per alcune particolari gallerie dei sistemi luminosi lungo le pareti delle gallerie che permetto alle persone di seguire la giusta traiettoria anche in presenza di una notevole quantità di fumo.

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *