Napoli liberarla dai rifiuti ora necessitano 20 giorni

23 giugno 2011 11:000 commenti

“In cinque giorni la città e la provincia di Napoli saranno liberate dai rifiuti”, aveva annunciato il neo sindaco Luigi de Magistris, oggi, i giorni sono diventati “20”, promette il primo cittadino napoletano.

Ma in suo aiuto ecco chi tenta di riaccendere le speranze nei cittadini partenopei, il primo ministro, Silvio Berlusconi, che con uno schiaffo morale a de Magistris, torna ad affrontare il problema dell’immondizia che affligge ormai da lungo tempo, una delle città più belle del mondo: “Ha fallito, toglierò io i rifiuti dalle strade”.  

La situazione, intanto, è al collasso: aumentano roghi e i blocchi stradali. Sui marciapiedi di Napoli si contano circa 2.300 tonnellate di rifiuti e l’aria è dannatamente irrespirabile, sui cumuli di spazzatura sono state collocate bandiere tricolore e nel quartiere Pianura è stata affissa la foto del neo sindaco, de Magistris, con una cresta di gallo in testa. 


Nella tradizione napoletana ‘o gallo coppa a munnezz’  simboleggia chi fa bella mostra di sé accampando meriti e capacità del tutto inesistenti. 

Nel 2010 sono stati i cancellati i quattro siti per lo smaltimento dei rifiuti urbani previsti col decreto 80 (piano Bertolaso). I trasferimenti dei rifiuti in altre discariche d’Italia: la pratica è sospesa da una sentenza del Tar del Lazio. Per sbloccare il trasferimento dei rifiuti occorre l’autorizzazione della regione che li riceve. La raccolta differenziata in provincia è praticamente nulla, anche se il sindaco de Magistris ha già approvato una delibera per rilanciare il servizio. Impianti di compostaggio fantasma e la carenza di liquidità e le risorse contingentate nelle casse di Asìa, la società partecipata del comune per la cura dell’igiene. 

Sono anni ormai che a Napoli si continua con la guerra dei rifiuti. 

Ultimo aggiornamento 23 giugno 2011 ore 13,00

 






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