Nasconde il cellulare nell’ano ma è tradito da una telefonata

12 febbraio 2013 13:120 commenti

Dimenticanze. Maledette dimenticanze. Un detenuto cingalese è incappato in una di queste. Da dove iniziamo?

Quest’uomo, 58 anni di cui 10 da scontare in carcere per un furto, ha cercato di eludere la sorveglianza della prigione e portare in cella il suo smartphone.

L’uomo ha pensato bene di nascondere il telefonino nell’unico posto in cui poteva passare inosservato: il retto.

Una volta inserito nella cavità, però, non è andato tutto liscio come costui pensava. Non si può dire infatti che il suo sia stato un colpo di fortuna.

Ricostruiamo i fatti: l’uomo nasconde il telefonino nell’ano e si presa alla perquisizione di prassi fatta dalle guardie, al fine di sequestrargli eventuali oggetti personali prima di farlo tornare in cella.

Sembrava tutto perfetto nel suo piano. Ma la fretta ha tradito il suo colpo di …genio.

L’uomo ha dimenticato di togliere la suoneria al telefonino che ha iniziato a squillare. Il suono proveniva direttamente dal luogo in cui aveva nascosto lo smartphone.

I poliziotti si sono resi conto che non dovevano più cercare nelle tasche e hanno costretto il povero detenuto a confessare.

Tradotto dal carcere di Kotte all’ospedale di Colombo, l’uomo è stato immediatamente sottoposto a una radiografia che ha portato alla luce il luogo del nascondiglio.

I medici hanno operato il detenuto per recuperare il suo telefonino e lo hanno poi riportato in prigione (senza telefono) dopo la convalescenza.

Tutto è bene quel che finisce bene, ma chi è stato a fare quella telefonata?

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