Ndrangheta minaccia Giovanni Tizian

23 gennaio 2013 20:300 commenti

Parole forti: “Spariamo in bocca a Tizian“. Eccola la minaccia di morte nei confronti di Giovanni Tizian, giornalista della Gazzetta di Modena e collaboratore di Repubblica e l’Espresso. Minaccia che si evince da un’intercettazione telefonica realizzata nell’ambito dell’inchiesta Slot machine contro la ‘ndrangheta. L’operazione, portata avanti dalla guardia finanza di Bologna, ha fatto scoprire un giro di video slot machine truccate e di gioco online (distribuito su territorio italiano ed estero) gestito da appartenenti alla criminalità organizzata.

A condurre l’attività illecita era, dalla provincia di Ravenna, un grosso esponente della ‘ndrangheta. Le fiamme gialle dall’alba hanno cominciato a eseguire in tutta Italia 29 ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di associazione a delinquere, sequestrando beni per oltre 90 milioni di euro.


Nicola Femia e Guido Torello

Il nome di Tizian è sorto dalla telefonata fra il presunto capo della banda, Nicola Femia e l’imprenditore Guido Torello. Femia si lamentava degli articoli che Tizian aveva cominciato a scrivere sulla “Gazzetta di Modena” sottolineando i suoi legami con la criminalità organizzata calabrese. “O la smette o gli sparo in bocca”, è stata la risposta Torello. Da quella chiamata, gli inquirenti decidono di mettere sotto tutela il giornalista.

Vendola e Di Pietro solidali con Tizian

Solidarietà e vicinanza a Tizian sono state espresse da Nichi Vendola e Antonio Di Pietro tramite Twitter: “#Iomichiamogiovannitizian Antimafia non è propaganda ma impegno quotidiano per affermare legalità, diritti, trasparenza“, ha scritto su twitter il Leader di Sinistra ecologia libertà.

 






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