Nel caso Yara, confermato il carcere per Bossetti

16 settembre 2014 10:120 commenti

Dopo una lunga indagine, per l’omicidio di Yara Gambirasio, è stato arrestato Massimo Bossetti. Per lui sono scattate le manette il 16 giugno scorso e all’inizio, vista la sua rispettabile fama di lavoratore e padre di famiglia, nessuno ha creduto alla colpevolezza dell’uomo.

Funerali Yara

Poi l’indagine ha portato a galla indizi inquietanti e prove a suo carico e per Bossetti, adesso, è stato confermato il carcere. A deciderlo è stato il Gip di Bergamo, Enza Maccora, che ha rimandato al mittente la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Bossetti.

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Il gip ha preso in considerazione sia i gravi indizi di colpevolezza a carico del carpentiere di Mapello sia la possibilità che, una volta libero, reiteri il reato. Uno degli indizi più gravi a suo carico, è emerso dalla ricostruzione dei fatti.

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Il 26 novembre 2010, giorno della scomparsa di Yara, Bossetti conferma di essere passato nei pressi del certo sportivo con la sua auto, mentre tornava a casa dopo una giornata di lavoro nel cantiere di Palazzago. Quindi, confermata la sua presenza, Bossetti ha fornito una giustificazione dei suoi movimenti. Le indagini, invece, hanno dimostrato che Bossetti non è andato a lavorare quel giorno ed ha vagato nei pressi della palestra fin dal primo pomeriggio.

La tesi difensiva di Bossetti è stata smontata da una serie di perizie fatte dagli inquirenti, dai video girati dalle telecamere di sicurezza il 26 novembre, dalle testimonianze e dai tabulati telefonici del numero di Bossetti.






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