Nube vulcanica chiusi aeroporti islandesi

Reykjavik-Keflavik-AirportIl principale aeroporto d’Islanda, situato vicino alla capitale Reykjavik, è rimasto chiuso per la seconda giornata consecutiva.

La nuvola di cenere che aveva invaso una buona parte dello spazio aereo europeo la scorsa settimana, si è spostata al di sotto dell’isola nordica. 

L’aeroporto Keflavik, non sarà riaperto, ha annunciato Hjordis Gudmundsdottir, portavoce dell’amministrazione dell’aviazione civile, “vedremo ciò che succederà domani, ma per il momento, non si sa nulla”,  ha così precisato. 

L’aeroporto della capitale islandese è stato chiuso venerdì, per la prima volta dall’inizio dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull, il 14 aprile. 

La nuvola di cenere ha raggiunto ormai il nord del paese, perturbando anche l’attività del piccolo aeroporto di Akureyri che serviva come soluzione alla compagnia islandese Icelandair. 

Voli diretti a Glasgow, dove, temporaneamente,  Icelandair aveva basato la sua flotta internazionale, sono stati possibili dall’aeroporto di Akureyri fino a giovedì, poi nella notte la chiusura anche di questo. 

Nel cielo le ceneri non si vedevano minimamente, ma le loro tracce si sono ritrovate su alcuni aerei. 

Le ceneri sprigionate dal vulcano islandese Eyjafjallajökull, hanno provocato l’interruzione del traffico aereo in gran parte d’Europa, risparmiando gli aeroporti islandesi. Il cambiamento della direzione dei venti,  ha portato poi,  per la prima volta, la nube sull’Islanda. “Adesso è la nostra ora”, ha constatato il portavoce. 

Intanto l’eruzione del vulcano prosegue, ma rigetta solo piccole quantità di ceneri.

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