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Nucleare marcia indietro del governo

Il Governo ha deciso di soprassedere sul programma nucleare ed ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus, all’esame dell’aula del Senato, l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.

L’Italia dice no al nucleare e blocca la realizzazione delle quattro centrali previste dal programma di rientro dell’Italia nell’energia atomica e rimanda a dopo l’estate le prossime decisioni in materia energetica. 

Presentato in Aula l’emendamento all’articolo 5 del decreto omnibus,  il quale afferma che ”al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”. 

L’emendamento avrebbe, quindi, l’effetto di superare il referendum sul nucleare fissato per il prossimo mese di giugno. 

Scrive il quotidiano “Il giornale”: C’è il Giappone, la paura, questo sentimento apocalittico che ci accompagna verso il futuro, ci sono le elezioni, c’è la voglia di dare retta alla folla e alle sue emozioni. Magari ci sono anche i sondaggi. Fatto sta che il governo ha chiuso la cartelletta con su scritto programma nucleare, quello che doveva cominciare nel 2013 e entrare in funzione con molto ottimismo nel 2020, e ha spento la luce di Fukushima (catastrofe Fukushima come Chernobyl), che ha avuto un effetto domino su molti Paesi europei e sugli Stati Uniti,  nel frattempo in Italia è stato indetto un referendum abrogativo che raggiungerebbe quasi sicuramente il quorum. 

Per Ecodem (Ambientalisti per il Partito Democratico) è una mossa del Governo per colpire il referendum: “Addio al referendum sul nucleare. Il Governo vigliaccamente toglie la parola agli elettori, portando in Aula un emendamento al decreto omnibus che verrà votato entro oggi e che intende abrogare le disposizioni relative alla realizzazione degli impianti nucleari. E addio anche alla moratoria di un anno, perchè la procedura viene semplicemente sospesa sine die, in attesa forse di tempi migliori e sicuramente dopo avere aggirato l’ostacolo del referendum che avrebbe bocciato l’avventura nuclearista del Governo”.

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