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Nuovo aumento prezzo delle sigarette

26 gennaio 2012 10:191 commentoViews: 438

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, ha annunciato questa mattina nell’aula della Camera, che il Governo ha deciso di porre la fiducia sul decreto legge Milleproroghe. Il provvedimento provvisorio avente forza di legge porterà ad un vorticoso aumento del prezzo delle sigarette e misure in favore degli esuli italiani dalla Libia, anche se alcuni partiti tra cui Lega, Pdl, Pd e Terzo Polo hanno abolito la clausola che imponeva pesanti sanzioni per le affissioni abusive dei partiti politici.

Tornando al rincaro delle sigarette, la decisione è stata presa per finanziare il pensionamento di tutti quei lavoratori che per tanti motivi hanno dovuto firmare accordi di uscita anticipata dall’impiego in vista del pensionamento, ma che la riforma previdenziale del decreto “salva Italia” ha collocato in un limbo fatto di tanti problemi economici, dal momento che non veniva garantito nè lo stipendio nè la pensione.

Il decreto legge sarà votato stasera, ma il varo finale del provvedimento è stato rinviato a martedì, anche se il ministro Fornero ha spiegato che purtroppo la norma approvata avrà limiti temporali ben definiti, infatti le vecchie regole previdenziali saranno valide solo per coloro che hanno risolto il rapporto lavorativo entro il 31 dicembre 2011. Inizialmente il nuovo Governo Monti aveva pensato ad un “salvagente” per tutti gli interessati, ma purtroppo sono stati constatati dei problemi di copertura finanziaria che hanno spinto gli organi competenti ad un drastico restringimento della platea. I fondi saranno stanziati con l’aumento delle sigarette e non, com’era previsto, da un aumento dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori autonomi che garantiranno allo Stato entrate per 15 milioni di euro nel 2013 e 140 milioni l’anno a partire dal 2014.

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1 commento

  • francesco villa

    Sono nato nel 1953: la classe degli “sfigati”.

    Avrei dovuto andare in pensione nel 2010 ( quota 92 ).

    Con le varie riforme ( Maroni- 2004 e Fornero- 2011) sono costretto ad andare nel 2018 ( se non fosse stata abolita: QUOTA 108 ) e tutto questo “alla faccia dell’abolizione dello SCALONE, così tanto pubblicizzata nel 2007.

    Questo perché, in forza della convinzione in voga negli anni ’60, invece di andare a lavorare dopo le medie, ho preferito diplomarmi, pensando ( col senno di poi sbagliando), che avrei potuto avere una “vita migliore”.
    Chiedo: è in questa prospettiva che i “professori” al governo intendono invogliare i giovani ad impegnarsi seriamente nello studio ?

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