Nuovo redditometro in arrivo

30 gennaio 2012 09:300 commenti

Si preannunciano tempi duri per gli evasori fiscali: il Governo mette a punto il nuovo redditometro che entrerà in vigore a partire da febbraio dopo 3 mesi di sperimentazione.

Efficace strumento di controllo creato dal Fisco per individuare gli evasori, il redditometro si basa sul semplice criterio di controllo delle spese che in pratica devono risultare congrue al reddito dichiarato. Se lo scostamento fra la dichiarazione dei redditi e le spese sostenute supera il 20%, scatta il controllo fiscale con l’accertamento.

Il nuovo redditometro riguarda in particolare le dichiarazioni presentate nel 2010 relative cioè all’anno d’imposta 2009. Il sistema viene applicato solo ed esclusivamente alle persone fisiche, vale a dire professionisti, commercianti, artigiani, imprenditori individuali, dipendenti e pensionati, ma non coinvolge alcun tipo di azienda. In totale, nel “mirino” dell’Agenzia delle Entrate vanno a finire 22 milioni di famiglie per un totale di 50 milioni di soggetti.

Nel nuovo redditometro sono state individuate sette categorie di spesa, vale a dire l’abitazione principale, i mezzi di trasporto, le assicurazione e i contributi previdenziali, l’istruzione, le attività sportive e ricreative, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti. Nell’ambito del nuovo redditometro vengono prese in considerazione in totale 100 voci, rappresentative degli aspetti della vita quotidiana e indicative della capacità di spesa che contribuiscono alla stima del reddito.

Qualche esempio? Fra i vari parametri presi come riferimento figurano non solo l’abitazione principale, ma anche altre abitazioni, mutui, ristrutturazioni o collaboratori domestici, bollette di luce e gas, automobili, barche e moto. Vanno poi calcolate le assicurazioni (danni, infortuni, malattia etc.), le spese per la scuola dei figli (dagli asili nido ai corsi di lingue straniere fino ai master) e le spese per le attività sportive e ricreative (dagli abbonamento pay tv ai centri benessere, dai circoli ricreativi agli alberghi etc.).

Vanno anche considerati gli investimenti (immobiliari, terreni, azioni, obbligazioni, fondi d’investimento, buoni postali etc.) e le altre spese significative, come oggetti d’arte, preziosi o donazioni in favore di Onlus.

Da febbraio è disponibile per i contribuenti un apposito software per capire se i redditi dichiarati o che si intende dichiarare sono coerenti con le spese sostenute.

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