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Offensiva vignetta su tragedia polacca

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“La vignetta pubblicata sul quotidiano “l’Unità”ha rappresentato una vergognosa offesa alle vittime della grave sciagura aerea, che ha colpito la Polonia”,

così ha commentato Gasparri, presidente dei senatori del Pdl,  la satirica illustrazione, in cui appare il famoso personaggio di Staino, che riferisce alla figlia ““Novantasei membri del governo polacco spariti in un colpo”, la piccola replica: “la solita storia, a chi troppo e a chi niente”.

“Ignobile”, ha commentato Cicchitto, “c’è da rimanere allibiti”, ha ribadito Capezzone: “non solo si ride sui morti polacchi, ma ci si duole perché non è ancora successo altrettanto qui da noi. C’è da rimanere allibiti dinanzi a una simile caduta di gusto. Quando l’odio contro Berlusconi raggiunge questi livelli, non ci sono neppure parole adeguate per commentare. C’è solo da augurarsi che Staino stesso e la direttrice de L’Unità De Gregorio, vogliano scusarsi e che anche tanti uomini e donne di sinistra facciano sentire il loro sconcerto”.

Maurizio Gasparri, ha continuato: “pur di augurare la morte a Berlusconi e al governo italiano, il giornale della De Gregorio ha toccato punte di aberrazione indefinibili. Il cinismo e l’odio spinti alle estreme conseguenze, oltretutto a spese dei cittadini” attacca l’esponente della maggioranza. L’Unità si vergogni per quanto pubblicato, soprattutto con la Polonia. Le tragedie vanno rispettate. Non usate per le campagne di odio condotte da gente priva ormai del lume della ragione. Pubblicare infamie simili è infatti segno di follia” conclude Gasparri.

E come dice “Il Giornale”:

Qui ormai ci vuole uno psicanalista, ma uno di quelli bravi. L’antiberlusconismo non è più un’identità politica o l’ultima ideologia dell’intellighentia post comunista. Non è una strategia spesso perdente. È un’ossessione. È come la megamamma di Woody Allen. È il sesso per Freud o per la Chiesa. È come chi sogna ogni notte di volare e poi precipitare. È un incubo mai digerito. Per queste cose non ci sono vie d’uscita: o vai dall’esorcista o finisci su un lettino a raccontare la tua infanzia. È una psicopatologia radical chic.