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Ogni maledetto Natale, 4 benedetti motivi per vederlo

E’ uscito lo scorso 27 novembre sui grandi schermi del cinema italiano Ogni maledetto Natale. Su questa commedia la critica ha detto già molto, perlopiù in termini positivi. Noi vi diamo quattro motivi personali per scegliere questa pellicola tra le proposte di dicembre 2014 nelle sale. Quattro ragioni che riprendono i tanti lati positivi di questo film in uscita al cinema che sono stati messi in evidenza dalla critica e dagli esperti del settore. Ma il comune appassionato di cinema, anzi stringendo ancora di più colui il quale va al cinema soprattutto in occasione del Natale, perchè dovrebbe puntare su Ogni Maledetto Natale. I quattro benedetti motivi per non perdere l’appuntamento con questa pellicola ve li suggeriamo noi.

 

Il primo motivo è che Ogni maledetto Natale è firmato dal trio di Boris,  Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. Nomi che sono garanzia di satira intelligente e originale. Anche il secondo motivo è di tipo soggettivo e riguarda il cast d’eccezione. Tra gli attori troviamo infatti Alessandra Mastronardi, Alessandro Cattelan, Marco Giallini, Corrado e Caterina Guzzanti, Laura Morante, Valerio Mastandrea e Francesco Pannofino. Il terzo motivo per cui ci sentiamo di consigliare questo film è la capacità con cui riesce ad affrontare temi quotidiani anche seri con un tono ironico ma mai volgare, leggero ma anche profondo al tempo stesso. Nel film si parla delle famiglie italiane di oggi, fatte di valori ma anche di meschinità. Ma in sottofondo ritroviamo anche lo sfruttamento sul luogo del lavoro, il razzismo, i giochi di potere, la capacità del marketing di influenzare la massa cieca etc.

Il quarto motivo per applaudire Ogni maledetto Natale è che pur essendo l’essenza del made in Italy nei contenuti riesce ad essere una pellicola internazionale. In particolare il ritmo della narrazione e le trovate a volte volutamente caricate dei personaggi richiamano da vicino il cinema spagnolo mentre il personaggio di Guzzanti, il domestico filippino, dà modo di riflettere sugli italiani visti dall’esterno.

Ma nella sua essenza il film non tradisce la sua italianità: è anzi un’analisi lucida del nostro essere italiani, che dà il meglio (o il peggio) di sé proprio sotto Natale che “costringe a ritornare nel nido e a subirne di nuovo pressioni e fastidi, scatenando il peggio in ognuno.”