Omicidio Rea colpo di scena chiesto arresto per il marito Salvatore Parolisi

15 luglio 2011 13:550 commenti

Colpo di scena nel delitto di Carmela Melania Rea: la procura ha emesso una richiesta di misura cautelare in carcere nei confronti del marito  Salvatore Parolisi, unico indagato per omicidio volontario aggravato della giovane mamma di 29 anni, trovata assassinata in un bosco delle Casermette.

La richiesta della Procura di Ascoli nei confronti di Parolisi, è stata inoltrata al gip Carlo Calvaresi che, adesso, non ha limiti di tempo per far eseguire l’arresto. La svolta dopo diversi giorni di indagini e una recente ricostruzione per far eseguire l’arresto.

La notizia della richiesta d’arresto per Salvatore Parolisi, che sarebbe stata depositata solo questa mattina, era nell’aria da giorni. A far decidere il pool della Procura che coordina le indagini dei carabinieri sarebbero state le risultanze degli accertamenti via via arrivati sul tavolo dei magistrati.

“Siamo sicuri del nostro lavoro e abbiamo fotografato la situazione a Colle San Marco”,  ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri col. Alessandro Patrizio

Secondo gli inquirenti, Parolisi avrebbe tenuto un comportamento molto strano. Il 19 aprile (il giorno dopo la scomparsa di Melania ritrovata morta il 20), Salvatore avrebbe cancellato il suo profilo sul network Facebook, dove intratteneva contatti con l’avatar “Vecio alpino”. Poi si è sbarazzato del cellulare col quale comunicava con Ludovica P., la soldatessa con cui aveva una relazione extraconiugale.


Inoltre, proprio lo scorso mercoledì 13 luglio, è stata depositata la relazione relativa all’esame autoptico effettuato sul corpo di Melania, da parte del medico legale Tagliabracci. Potrebbe essere stato questo l’elemento, intrecciato alle testimonianze raccolte dai carabinieri e ai risultati degli accertamenti del Ris, che ha portato ad un’accelerazione dell’inchiesta e alla richiesta di arresto per Salvatore Parolisi.

I legali di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile che hanno appreso la notizia della richiesta di arresto del loro cliente solo dalla stampa, hanno manifestato il loro disappunto: “Questa fuga di notizie, in un momento così delicato dell’inchiesta è la riprova della gravità inaudita di comportamenti cui noi difensori ci troviamo a dover far fronte impotenti”, hanno dichiarato.

“E’ mai possibile, in un paese civile, leggere simili notizie, quando queste debbono essere protette dal più rigoroso segreto processuale? Si chiedono entrambi i difensori di Parolisi. “Qual è lo scopo perseguito da chi si affretta a divulgare atti processuali protetti dal segreto istruttorio?. Il linciaggio morale nei confronti di Salvatore non ha fine, e alla luce di questo chiediamo pubblicamente un’ispezione degli organi competenti del Ministero per accertare la responsabilità di queste fughe di notizie, vere o false che siano”. Hanno concluso gli avvocati Biscotti e Gentile.

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Ultimo aggiornamento 15 luglio 2011 ore 15,50






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