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Omicidio Sarah/Michele Misseri addossa tutta la colpa a Sabrina

michele misseriMichele Misseri dopo oltre cinque ore di interrogatorio ha ricostruito le fasi del delitto della piccola Sarah Scazzi.

Il contenuto dell’interrogatorio rimane per il momento segreto, forse perché gli inquirenti devono effettuare nuove indagini, al fine di reperire ulteriori e attendibili elementi.

 Tuttavia alcune notizie sono comunque trapelate a seguito di indiscrezioni, “rivelazioni clamorose”, come le ha dichiarate il difensore di Misseri, Daniele Galoppa, in diretta tv a “Quarto Grado”. 

Secondo alcune rivelazioni segrete, Michele Misseri avrebbe confermato le accuse nei confronti della figlia Sabrina, infarcite di ulteriori dettagli che andrebbero ad  appesantire ulteriormente la fragile posizione della ragazza. 

Il Misseri avrebbe cioè attribuito a Sabrina il crimine dell’omicidio di Sarah Scazzi, a lui, invece, la responsabilità dell’occultamento del cadavere della 15enne di Avetrana.  Sempre da indiscrezioni, quindi senza alcun carattere di ufficialità, in questo compito il Misseri potrebbe essere stato aiutato da qualcuno, altre persone che Misseri avrebbe tirato in ballo.

Al termine del lungo interrogatorio, l ‘avvocato Galoppa, difensore del Misseri,  ha lasciato il carcere di Taranto, dove viene detenuto Michele Misseri,  in compagnia della consulente criminologa Roberta Bruzzone. 

Michele Misseri è steto ascoltato in carcere per chiarire il ruolo che avrebbe avuto la figlia Sabrina, nell’omicidio di Sarah. Lo zio Michele, che per tutta Italia ha avuto il volto dell’assassino, aveva rivelato che fu proprio la figlia, Sabrina, a portare Sarah in cantina e a tenerla ben stretta mentre lui la strangolava. Dovevano  impedire alla ragazzina di  parlare delle molestie sessuali che aveva ricevuto dallo zio. 

Ma secondo gli inquirenti il movente dell’omicidio sarebbe stato la gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah. Entrambe invaghite dello stesso ragazzo, Ivano, avevano litigato la sera prima dell’omicidio.   

Ora gli investigatori pare che vogliano ricercare eventuali tracce del delitto al di fuori del garage-cantina, dove non è stata rinvenuta alcuna traccia biologica di Sarah.

Gli elementi messi a disposizione del Ris sono molteplici, le cui risposte dovranno consentire all’inchiesta della procura jonica, la svolta che potrebbe essere definitiva per il procedimento che, al momento, chiama in causa Michele Misseri e la figlia Sabrina.

Al vaglio degli scienziati dell’Arma dei carabinieri ci sono anche due pezzi di corda che sono stati trasmessi  dagli inquirenti al Ris di Roma, uno dei quali potrebbe essere stato usato per strangolare Sarah, il tampone vaginale e le tracce biologiche individuate su uno dei cartoni ritrovati all’interno dell’auto della Marbella rossa, l’auto di Misseri.

Nella giornata di ieri, il pubblico ministero Buccoliero e i carabinieri hanno acquisito alcune testimonianze dai residenti di via Grazia Deledda, dove risiede la famiglia Misseri.

Inoltre, sempre nella stessa giornata,  gli inquirenti, in compagnia di Mariangela Spagnoletti, l’amica di Sabrina, hanno effettuato una simulazione del tragitto che il 26 agosto, giorno della scomparsa di Sarah, , effettuò Mariangela con Sabrina Misseri.

Carabinieri e magistrato hanno cronometrato tutto, ripercorrendo il percorso che Mariangela effettuò con la propria autovettura, per raggiungere due volte, sempre in compagnia di Sabrina Misseri e della sorellina, la casa di Concetta Serrano Spagnolo, per verificare se Sarah fosse ritornata in casa. 

L’esperimento è finalizzato a chiarire i tempi necessari per rifare gli stessi movimenti descritti da Mariangela nel corso delle sue testimonianze, la simulazione è servita, inoltre, ad avere conferma del tempo trascorso in quei frangenti e della veridicità degli orari in cui si sarebbe verificato l’omicidio di Sarah Scazzi e sarebbe poi stato trasportato il cadavere in una zona di campagna fra Nardò e San Pancrazio.