Operai sottopagati per assemblare l’iPhone 5

14 settembre 2012 08:520 commenti

Mentre il popolo degli appassionati di hi-tech attende di poter vedere da vicino il nuovo iPhone 5, che ricordiamo arriverà in Italia il 28 settembre prossimo, torna a galla la questione dello sfruttamento dei lavoratori che si occupano della produzione del nuovo melafonino. A finire nel mirino è ancora una volta Foxconn, la fabbrica che assembla i prodotti Apple, compreso il nuovo iPhone 5, e che è tristemente famosa per le condizioni di lavoro “disumane” a cui sono sottoposti i suoi operai, molti dei quali nel corso degli ultimi anni sono addirittura arrivati a suicidarsi.

Questa volta a riportare a galla la questione è stato un giornalista cinese, che fingendosi un pover’uomo in cerca di un qualunque tipo di occupazione che gli facesse guadagnare anche solo pochi soldi è riuscito a farsi assumere dall’azienda e a vivere in prima persona, per un periodo di circa 10 giorni, lo sfruttamento e le condizioni di lavoro pietose degli operai alle dipendenze di Foxconn.


Il giornalista, un reporter dello Shanghai Evening Post, ha raccontato di dormitori affollati dove su ogni letto a castello c’erano addirittura fino a 10 persone, di  armadi destinati a contenere gli effetti personali dei dipendenti pieni di blatte, di un fortissimo odore di spazzatura all’interno dell’intero edificio, di pesce e cibo a buon mercato e di un insopportabile rumore assordante. Il reporter ha inoltre raccontato di aver firmato un contratto su cui l’attenzione verteva soprattutto sugli obblighi dei lavoratori, lasciando pochissimo spazio ai loro diritti. L’orario di lavoro si aggira attorno alle 10 ore al giorno, mentre non c’è nessun accenno alle buste paga, tuttavia solo pochi mesi fa i lavoratori erano saliti sul tetto dell’edificio per chiedere un aumento rispetto ai circa 300 dollari al mese, straordinari inclusi, che venivano loro pagati al posto dei 450 dollari previsti dal contratto.

Oltre ai turni massacranti e alle scarse condizioni igieniche, secondo il reporter è degna di nota anche la cosiddetta “danza del weekend”, quando i dipendenti più estroversi si cimentano nell’hip hop e in altri balli mentre quelli più timidi restano a guardarli.






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