I parlamentari non si abbassano lo stipendio

22 novembre 2012 17:560 commentiDi:

Può un gruppo di persone privilegiato votare e decidere di abbassarsi i privilegi? In generale si, potrebbe, ma non è così semplice. E nella maggior parte dei casi, parlando sempre in generale, la risposta a questa domanda sarebbe no.

E no sembra essere la risposta che i politici italiani stanno dando ai cittadini, che sono schiacciati dai sacrifici per salvare l’economia della nazione.

La notizia di oggi è che l’emendamento al decreto sviluppo che si prefiggeva di ridurre gli stipendi dei parlamentari è stato apostrofato come “inammissibile”. La quota risparmiata doveva andare a finanziare la crescita e lo sviluppo con l’obiettivo di combattere la disoccupazione giovanile.

I parlamentari però hanno detto di no. E l’espressione “inammissibile” si potrebbe forse girare verso questo comportamento.

Ci saranno stati cavilli, limiti o difetti dell’emendamento chissà. Ma c’è la volontà? Si, perché non è la prima volta che il Parlamento allontan l’ipotesi di una riduzione degli stipendi dei parlamentari e quindi dei costi della politica. A Luglio, con il governo Berlusconi, ci avevano provato, ma senza risultato. E ora non ci riesce nemmeno il governo Monti.

Costi della politica sempre alti e ipotesi di ridurre il numero dei parlamentare naufragata. L’unico taglio che i parlamentari si sono auto inflitti, 1300 Euro e 700 netti, fu in realtà un aumento automatico basato sul cambio di regime pensionistico. Per il resto niente. I sacrifici continua farli chi è abituato a farli.

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