Passo indietro del governo sulle liberalizzazioni

15 dicembre 2011 13:270 commenti

Il nodo da sciogliere era relativo alla vendita dei medicinali di fascia C con obbligo di ricetta (quelli farmaci cioè che  pur essendo a carico del cittadino prevedono l’obbligo di prescrizione da parte del medico) per i quali tutto resta così com’è attualmente.

Quello sui farmaci è soltanto l’ultimo di una serie di “passi indietro” fatti dal governo in materia di liberalizzazioni.


Il segretario del PD, Pierluigi Bersani, che proprio in questa materia può vantare una certa esperienza (è lui l’artefice delle pochissime liberalizzazioni che si sono fatte in Italia negli ultimi anni) si dice “deluso” dell’impianto generale della manovra sull’argomento, soprattutto in considerazione dei presupposti dai quali si era partiti (ad iniziare dalla famosa “lettera all’Europa” presentata dal precedente governo) ed in considerazione della forte esperienza di alcuni membri dell’esecutivo (in primis proprio Mario Monti che ha ricoperto il ruolo di Commissario Europeo per la concorrenza) e promette battaglia su tutte le misure che non sono entrate nella manovra.

All’appello infatti mancano diversi interventi che da una parte potrebbero portare liquidità alle casse dello stato (ad esempio con un’asta delle frequenze del digitale terrestre) dall’altra porterebbero anche un concreto rilancio dell’economia con la rapida creazione di posti di lavoro (liberalizzazione della vendita dei farmaci e dei carburanti), oltre ad un alleggerimento per le tasche dei consumatori (abolizione delle tariffe minime e degli ordini professionali aprendo il mercato ai giovani professionisti).






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