PD, Richetti, vicino a Renzi, indagato per peculato

10 settembre 2014 09:570 commenti

I due candidati alle primarie regionali per l’Emilia Romagna, vicini a Renzi, sono stata indagati per peculato e hanno deciso di ritirarsi dalla competizione. Le inchieste sulle spese regionali avevano già determinato le dimissioni di Errani.

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Il primo a mettersi da solo fuori dai giochi è stato il governatore Errani, del PD che ha rassegnato le sue dimissioni quando ha scoperto di essere finito nel registro degli indagati. Si è dato quindi avvio alle danze e alle primarie del PD. Due i renziani in lista, Stefano Bonaccini e Matteo Richetti, adesso entrambi alle prese con il ciclone giudiziario che si è abbattuto sulla Regione Emilia Romagna.

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L’indagine sulle spese regionali coinvolge tutta l’assemblea ma nel mirino è finito soprattutto il centrosinistra e nello specifico il gruppo PD. I consiglieri indagati, al momento, sarebbero otto e tra loro anche i favoriti alla successione di Errani. Per Richetti e Bonaccini è scattata l’accusa di peculato. Il primo a rinunciare alle primarie è stato Richetti che si è ritirato ancora prima che venisse fuori sui giornali la notizia dell’indagine a suo carico. Bonaccini, invece, ha solo annullato alcuni appuntamenti.

In fondo, nessuno dei due ha ricevuto per il momento degli avvisi di Garanzia dalla procura di Bologna. Forse, si farà chiarezza sull’indagine soltanto tra un mese quando le primarie saranno già state archiviate. Per conoscere la loro posizione in merito alle indagini giudiziarie, i legali di Richetti e Bonaccini hanno dovuto fare la domanda al Tribunale riguardo i procedimenti pendenti a loro carico.

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