Perché Telegram Messanger è meglio di WhatsApp?

27 febbraio 2014 09:590 commentiDi:

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In poche ore nei giorni scorsi c’è stata una vera e propria rivoluzione nel mondo della messaggistica istantanea. Il primo passo è stata la comunicazione dell’avvenuta acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook, seguita da un black out del servizio di diverse ore durante lo scorso weekend che ha generato una migrazione in massa verso altre applicazioni simili.

Ma questa migrazione non è avvenuta verso Viber, Line o altri servizi simili: la maggior parte degli utenti hanno scelto di affidare le loro conversazioni a Telegram Messanger. Perché?

Il motivo di questa migrazione di massa (si parla di cinque milioni di utenti in poche ore) non può essere solo il down di WhatsApp, che al massimo ha accelerato i tempi di questo esodo, iniziato già qualche giorno prima della notizia dell’acquisizione, secondo i suoi creatori, i fratelli Durov, il successo di questo servizio di messaggistica sta nella sapiente combinazione di velocità e sicurezza.

► Facebook acquista WhatsApp: quali conseguenze per gli utenti?

Molto simile nel layout a WhatsApp (doppio segno di spunta, sfondi da cartone animato, possibilità di vedere lo stato online di un amico e allegare foto, video, posizione, contatti e documenti ai messaggi), Telegram Messanger è però in grado di fornire qualcosa di più ai suoi utenti: la certezza della connessione e, soprattutto, la sicurezza della protezione contro qualsiasi hacker o sguardo indiscreto (leggi agenzie di sicurezza russe).

Telegram a questo scopo, permette di avviare delle chat segrete e di impostare un tempo (da pochi secondi ad una settimana) per l’autodistruzione dei messaggi che, inoltre, viaggiano su server sparsi in tutto il mondo. La sicurezza sembra essere garantita contro ogni attacco hacker, così tanto che i fratelli Durov offrono 100.000 dollari a chi riesce a trovare un bug critico.

Ma non solo sicurezza: Telegram permette a qualsiasi sviluppatore di costruire un client Telegram, anche per i computer desktop.

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