Piattaforma petrolifera affonda in Russia

18 dicembre 2011 11:230 commenti

Una piattaforma petrolifera galleggiante, la Kolskoye, si è ribaltata poche ore fa (circa le tre del mattino in Italia) nel mare di Ochotsk, al largo della costa orientale russa, a duecento chilometri dall’isola di Sakhalin. Secondo un primo bilancio, reso noto dalle agenzie russe, nell’incidente sarebbero morti due dei 67 operai che lavoravano sulla piattaforma, mentre altri 51 risulterebbero ancora dispersi. Delle 14 persone tratte in salvo dai soccorritori, invece, due versano in condizioni preoccupanti e sarebbero tenute sotto osservazione a causa della grave ipotermia causata dalla prolungata immersione nell’acqua gelida: la temperatura sul posto è di 17° centigradi sotto lo zero.


L’affondamento è avvenuto mentre erano in corso le operazioni per trasportare la piattaforma dalla penisola orientale di Kamchatka verso Sakhalin e sarebbe stato causato dai forti venti, che spiravano ad una velocità superiore ai 70 km orari, e dalle pessime condizioni del mare, con onde alte fino a 5 metri. La struttura avrebbe urtato contro alcuni blocchi di ghiaccio e cominciato ad imbarcare acqua dalla frattura prodottasi, inabissandosi completamente prima che sul luogo della tragedia giungessero i soccorsi. Non erano in corso delle perforazioni, per cui si esclude che nell’impatto si sia avuto un riversamento di greggio.

Nelle operazioni di recupero dei dispersi, complicate dalle difficili condizioni atmosferiche, sono attualmente impegnate le rompighiaccio Magadan e Naftogaz-55 oltre che la nave di soccorso Atlas, un aereo e due elicotteri Mi-8.

La Kolskoye è stata costruita in Finlandia nel 1985 e poteva ospitare fino a 102 persone, avendo una lunghezza di 69,2 metri e una larghezza di 80 metri.






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