Più studenti e gli stessi prof, lo chiamano sovraffollamento

15 settembre 2014 14:220 commenti

Ricominciano le scuole, quasi in tutta Italia, oggi, migliaia di studenti sono tornati tra i banchi e anche se è suonata la campanella per un numero maggiore di bambini e ragazzi, il numero dei docenti è rimasto lo stesso. Si parla di sovraffollamento.

scuola

La classi numerose, a volte sovraffollate, sono all’ordine del giorno in Italia ma quest’anno sembra che si vada oltre i limiti e si comprometta perfino la didattica, oltre che contravvenire le norme di sicurezza. Le classi, per farla breve, sono spesso “illegali”.

> Dettagli riforma della scuola 2015

La responsabilità di questa situazione sembra sia legata alla mancata riorganizzazione del personale scolastico. Le singole Regioni hanno comunicato un incremento del numero di iscritti alle scuole primarie e secondarie ma hanno rilevato lo stesso numero di docenti. Il governo, in realtà, ha firmato l’atto definitivo che decreta l’assunzione di 15.000 nuovi insegnanti.


Questi docenti, nella più parte dei casi andranno a sostituire i professori e i maestri ormai in pensione, così che alla fine il risultato non cambierà molto. Qual è quindi la soluzione migliore per far fronte al problema evitando che sia compromesso il percorso educativo dei bambini?

> Come scegliere lo zaino per la scuola e risparmiare

L’unica soluzione è quella di stringere e classi, una pratica adottata da diversi anni. In generale, secondo i dati raccolti dall’Associazione nazionale professionale, i tagli più consistenti ci sono stati al Centro-Sud: in Sicilia sono state eliminate 504 cattedre, in Campania 387, in Puglia 340, in Calabria 183, in Basilicata 58, in Molise 33, 27 in Sardegna e 14 in Abruzzo.

Nell’anno scolastico appena iniziato fanno il loro primo ingresso nel sistema scolastico ben 64 mila bambini e ragazzi, che comportano la creazione di circa 3.000 nuove classi. Gli insegnanti, invece restano 600.839. Il numero di bambini per ogni docente, tra 9 e 10, è cresciuto del 15% nella scuola primaria e del 22% alle scuole medie.






Tags:

Lascia una risposta