Polemica per la tassa bolognese su senza tetto

18 settembre 2014 11:090 commenti

A Bologna i clochard dovranno pagare un euro per ogni notte che trascorrono nei dormitori. Una richiesta economica simbolica, che verrà fatta soltanto ai senza tetto che possono permetterselo, con l’obiettivo di sensibilizzarli sul rispetto delle strutture.

I senza tetto del comune di Bologna, per un posto in un dormitorio pubblico, dovranno pagare una tassa di un euro. Lo ha deciso tra mille polemiche l’assessorato al Welfare della città. La tassa è chiaramente simbolica e vuole avere un’intenzione educativa. Si precisa che sarà richiesta soltanto ai senza tetto che possono permetterselo, per esempio quelli che ricevono una pensione.

Le associazioni che da anni lavorano accanto ai clochard, non sono d’accordo con questa scelta perché non è con una tassa che si ottiene rispetto o si coinvolgono le persone. L’associazione di riferimento è Piazza Grande che da anni svolge un lavoro egregio nel territorio bolognese, distribuendo perfino un giornale gratuito rivolto soltanto ai senza tetto.


Secondo il responsabile dei progetti di Piazza Grande, i dormitori sono dannosi, far pagare con il rischio che si generino situazioni croniche è assolutamente deprecabile. Il coinvolgimento, spiega l’associazione, non si ottiene con la richiesta di un contributo in denaro ma con la partecipazione alla vita della struttura, magari chiedendo loro dei sistemi e degli strumenti per migliorarla.

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Due modi di vedere lo stesso problema che assumono un rilevo nazionale anche in considerazione di altri episodi che coinvolgono i senza tetto: la presenza di molti bambini tra i clochard e le idee che per queste persone stanno adottando all’estero con l’obiettivo di migliorare la loro vita.






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