Presidente Ilva chiede sblocco merce

22 gennaio 2013 21:350 commenti

Il gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha accolto la richiesta della Procura causando una questione di legittimità costituzionale della legge 231, la cosiddetta norma ‘Salva Ilva’ e inviando poi gli atti alla Consulta.

Nel contempo già il Tribunale di Taranto, in qualità di giudice dell’appello, aveva sollevato dubbi di costituzionalità della legge 231 rimettendo gli atti alla Consulta e stoppando il giudizio, così da aspettare la decisione in merito presa dalla Corte costituzionale. Questo era accaduto durante la scorsa settimana.

Futuro

Nel caso in cui la magistratura dovesse optare per il dissequestro dei prodotti finiti e semilavorati attualmente locati sulle banchine del porto, i soldi guadagnati dalla vendita della merce saranno utilizzati al fine di adempiere alle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale, nonché al fine di saldare gli stipendi e a tutto ciò che sarà urgente da compiere per la sopravvivenza dell’azienda.

A verificare il corretto svolgimento delle operazioni dovrebbe essere il Garante dell’Aia.

Dal canto loro i vertici dell’Ilva hanno dichiarato che l’unica svolta positiva potrebbe giungere solo se i giudici torneranno sui propri passi, sbloccando i materiali sequestrati.

Ferrante

Il messaggio dei vertici ha come primo destinatario il gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco, colei che dovrà decidere sull’istanza di dissequestro dei prodotti avanzata dall’azienda. Una posizione, quella dell’impresa, che non è di certo cambiata rispetto al passato, così come non c’é stato alcuna cambiamento in seguito all’incontro che il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, ha avuto con i vertici sindacali di categoria di Fim, Fiom e Uilm.

Ferrante ha continuato, considerando “drammatica” la situazione. Inoltre Ferrante ha ribadito che l’azienda farà tutto il possibile per versare gli stipendi di febbraio (si tratta di 70 milioni di euro per tutti gli stabilimenti Ilva in Italia) e che l’azienda è sana, robusta e ha sempre ottemperato ai suoi impegni.

Ma nel frattempo, Ferrante ha messo l’accento sull’urgenza di sbloccare la merce sequestrata, senza la quale il non può esserci futuro per l’Ilva.

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