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Prima di essere giustiziato chiede test DNA

Skinner

Il conto alla rovescia è iniziato per Hank Skinner, condannato a morte per triplice omicidio,  dovrà essere sottoposto ad iniezione letale mercoledì notte in Texas.

Le associazioni di tutto il mondo si stanno mobilitando per quest’uomo che ha sempre proclamato la sua innocenza. 

La giustizia texana resterà di nuovo sorda davanti all’appello finale di Hank Skinner?  L’americano di 47 anni, condannato a morte per un triplice omicidio avvenuto nel 1995, la cui pena sarà eseguita questa  sera. 

Hank Skinner ha sempre sostenuto la sua innocenza e ha supplicato invano, da oltre dieci anni, un test del DNA,  che lo discolperebbe dall’accusa, questo è ciò che affermano i suoi difensori, ma la giustizia americana si è sempre esonerata. 

Lunedì il consiglio delle grazie del Texas ha unanimamente rifiutato di concedere ad Hank Skinner, un tempo supplementare, lasciando il Governatore del Texas,  Dick Perry, solo al proprio destino. 

Gli omicidi risalgono alla notte del 31 dicembre 1993. La fidanzata di Hank Skinner venne picchiata a morte e i suoi due bambini pugnalati. Immediatamente arrestato, Hank Skinner fu processato e condannato a morte nel 1995, sulla base di una testimonianza poi ritrattata.

Ma secondo diversi testimoni, fu emerso che l’accusato, inconscio, in preda ad ansiolitici, antidolorifici e alcool, la notte della tragedia non era fisicamente in grado di poter  commettere tre omicidi . 

David Protess, un professore di giornalismo presso la Northwestern University,  ha più volte ripetuto, che un test del DNA, da effettuarsi sui capelli trovati nelle mani della ragazza uccisa, sarebbe in grado di scagionare Hank Skinner. 

Forti sospetti pesano su uno zio della vittima, dal passato violento, che aveva molestato la nipote durante una festa. Quest’uomo non è mai stato interrogato.

La Corte Suprema ha rifiutato di eseguire il test del DNA, giustificando la decisione, “esistono prove sufficienti per sostenerne altre…” Rob Owen, avvocato di Hank Skinner ha risposto, “Se fossi un pubblico ministero, non giustizierei mai con la pena di morte, qualcuno prima di esserne assolutamente sicuro e il test ce lo permetterebbe”.

Ma anche a poche ore prima dell’esecuzione,  Hank Skinner è ottimista e fiducioso ed ha il sostegno di numerose associazioni che sono contro la pena di morte in tutto il mondo. 

Negli ultimi dieci anni, i test sul DNA hanno permesso a diciassette detenuti nel braccio della morte statunitense, di essere scagionati.