Produzione Parmigiano Reggiano colpita dal sisma

22 maggio 2012 14:120 commenti

Tra i danni provocati dal sisma che lo scorso 19 maggio ha colpito l’Emilia Romagna figura anche il danneggiamento di oltre 300.000 forme di Parmigiano Reggiano, pari a circa il 10% della produzione italiana, e di circa 100.000 forme di Grana Padano, pari a circa il 2% della produzione. Le forme dei due formaggi più famosi d’Italia sono risultate danneggiate a seguito del cedimento delle cosiddette “scalere”, ovvero gli scaffali su cui le forme di formaggio vengono messe a stagionare e che non hanno retto alla forte scossa di terremoto verificatasi pochi minuti dopo le 4 del mattino dello scorso sabato.

RIMBORSI TERREMOTO EMILIA ROMAGNA NON A RISCHIO


I danni più ingenti hanno riguardato i magazzini delle aziende Albalat di Albareto e La Cappelletta di S. Posidonio, entrambe in provincia di Modena, e dell’azienda Caretti a San Giovanni in Persiceto. A risultare irrimediabilmente danneggiate sono state soprattutto le forme più fresche di formaggio, senza contare che a complicare ancoro di più il tutto c’è anche la difficoltà nell’individuare nuove strutture per la stagionatura delle forme rimaste integre. Le forme irrecuperabili saranno destinate alla fusione con perdite ingenti, soprattutto in considerazione del fatto che ciascuna forma pesa circa 40 chili e che in Italia il prezzo medio del Parmigiano si aggira intorno ai 15 euro al chilo.

ORIGINE SISMA IN EMILIA

Le perdite subite a seguito del danneggiamento delle forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, dunque, fanno salire notevolmente l’ammontare complessivo dei danni del settore alimentare, che secondo una prima stima ammonterebbe complessivamente a circa 200 milioni di euro. A fronte di ciò, dunque, Coldiretti ha chiesto una moratoria fiscale e previdenziale per le aziende dei territori interessati dal sisma, a partire dall’Imu, la nuova imposta sugli immobili la cui prima rata deve essere versata entro il prossimo 18 giugno.






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