Prostitute – In Svizzera obbligatorio presentare cv e business plan per lavorare

13 settembre 2014 11:400 commentiDi:

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Il governo svizzero, già famoso per la sua proverbiale efficienza in tutto il mondo, ha deciso di spingersi oltre e di provare a mettere una serie di paletti burocratici e fiscali addirittura al mestiere più antico del mondo. Dal primo settembre 2014, infatti, le prostitute che vogliono lavorare all’interno del territorio svizzero sono state raggiunte da un singolare obbligo: quello di presentare preventivamente il proprio cv, cioè il curriculum vitae, e il proprio business plan. 

Fisco scheda prostitute a Bologna

Tutto questo avviene a due passi dall’Italia, ovvero nel Canton Ticino, dove la prostituzione è molto diffusa. Le autorità locali hanno quindi imposto a tutte le lavoratrici e i lavoratori del “settore”, soprattutto a quelli che arrivano dall’estero, di regolarizzare la loro posizione attraverso il conferimento dei documenti citati, con l’aggiunta, tra le altre cose – e questo pare il punto più controverso – di un elenco delle prestazioni offerte e del relativo tariffario.

Chi non si adegua alle norme va in contro alla mancata concessione del visto di soggiorno, il permesso della durata di 5 anni che risolve il problema di molti frontalieri. In mancanza del permesso di soggiorno, infatti, non è consentito lavorare stabilmente nel cantone.

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L’esercizio della prostituzione dal governo svizzero viene quindi in un certo senso paragonato, dal punto di vista burocratico e fiscale, a quello di un “lavoratore autonomo” che abbia intrapreso una qualsiasi attività di business in proprio. La ragione di questa originale decisione, già tra l’altro parzialmente seguita in alcuni cantoni, è stata quella di cercare di porre fine al gran numero di abusi rilevati. C’è il rischio però che norme troppo restrittive possano far ulteriormente aumentare i casi di illegalità.

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