Protesi mammarie cancerogene allerta anche in Italia

23 dicembre 2011 10:410 commentiDi:

Le protesi mammarie prodotte dalla società francese Poly Implant Prothèse (PIP), al centro di un vistoso scandalo in Francia, sono state soprattutto vendute all’estero, principalmente in Gran Bretagna, dove anche recentemente 250 donne si sono sottoposte all’intervento con tali protesi e in Sudamerica, dove sono state interdette già dalla fine del 2010.

Prima della chiusura dell’azienda, nel marzo 2010, le esportazioni delle protesi PIP, che ne produceva circa 100.000 all’anno, rappresentavano l’84% del suo fatturato, ha precisato il giudice fallimentare del tribunale di  Toulon. 


Per quanto riguarda l’Italia, il Consiglio Superiore della Sanità ha ritenuto, ieri, che le protesi mammarie PIP rappresentano più un problema di rottura o di reazione infiammatoria, e invita le donne interessate a consultare il loro medico chirurgo al fine di poter ottenere maggiori ragguagli sui pericoli. “Per le protesi PIP, non esiste alcuna prova che siano cancerogene, ma esiste la probabilità di un’eventuale lacerazione della protesi stessa o possa provocare  reazioni infiammatorie” ha sottolineato l’Ente di controllo della Sanità. Affermando inoltre che “Le protesi di questo tipo sono state in ogni caso ritirate dal mercato italiano già dall’aprile 2010. Tuttavia le donne che portano impianti mammari PIP sono invitate a discutere del caso con il loro chirurgo”, prosegue il comunicato. “I centri dove hanno avuto luogo gli interventi chirurgici devono essere destinatari del processo di richiamo delle pazienti sottoposte agli impianti PIP„.

Il comunicato conclude “Le autorità sanitarie si assumeranno gli oneri degli interventi chirurgici che saranno ritenuti necessari”, che dovrebbero riguardare circa 5000 donne italiane. 

Ultimo aggiornamento 23 dicembre 2011 ore11,42






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