Protocollo Farfalla per l’inchiesta Stato-Mafia

28 settembre 2014 14:250 commenti

Roberto Scarpinato, il procuratore generale, ha chiesto di riaprire il processo contro Mori e Obinu perché pare abbia trovato nuove prove che mettono in cattiva luce l’operato dei due ex alti ufficiali del Ros. Ecco cosa è successo.

Al centro Domenico Oppedisano considerato il numero uno della mafia calabrese

Scarpinato ha chiesto di ammettere nuove prove nel giudizio contro Mori e Obinu, coinvolti nel processo su Bernardo Provenzano. I due ex alti ufficiali sono accusati di aver favoreggiato Cosa Nostra e sono stati anche assolti in primo grado l’anno scorso. Mori, che ha rinunciato alla prescrizione, dal 2001 è stato messo a capo del Sisde.

> Che cos’è la trattativa


Scarpinato dice di avere nuovi elementi, 15 documenti desecretati da un provvedimento del governo Renzi. In questi documenti Mori è indicato come il Dr. Amici e si dice che aveva delle comunicazioni urgenti sulla fuga di Gerli, acronimo che stava per Licio Gelli. Mori, dunque, sarebbe stato al corrente di una trattativa tra lo Stato e la mafia e nonostante l’assoluzione del 2013, legata alla mancata perquisizione del covo di Riina nel 1993 e alla mancata cattura di Provenzano nel 1995, avrebbe sempre agito in modo da perseguire finalità occulte.

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In questa nuova indagine è venuto fuori il Protocollo Farfalla, vale a dire un’operazione per la gestione dei soggetti d’interesse investigativo che, però, non era sottoposta al controllo di legalità della magistratura, così come dovrebbe essere per i collaboratori di giustizia. Con il protocollo Farfalla succedeva praticamente che i collaboratori appartenenti alla criminalità organizzata fossero pagati in cambio di informazioni.






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