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Province sarde abolite dal referendum

Sono quattro le province sarde che a seguito del referendum conclusosi ieri scompariranno. Contrariamente a quelle che erano le aspettative, infatti, i sardi hanno votato a favore dell’eliminazione della metà delle loro province. Oltre all’esito del voto, inaspettato è stato anche il raggiungimento del quorum, che è stato superato di soli pochi punti percentuali ma comunque sufficienti a rendere valida la consultazione e a cancellare dall’elenco delle province sarde Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias, ovvero quelle istituite solo pochi anni fa.

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L’eliminazione è quindi definitiva, mentre ancora non è chiaro come si provvederà ad attuarla, soprattutto in considerazione del fatto che le quattro province hanno contratti, dipendenti, bilanci e patrimoni propri. L’ipotesi ad oggi più accreditata è che la Regione provveda alla nomina di quattro funzionari liquidatori che dovrebbero quindi occuparsi della gestione della chiusura delle attività in corso.

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Ma le province sarde più recenti non sono le uniche a voler essere abolite dai cittadini. Tra i referendum su cui la popolazione sarda è stata chiamata ad esprimere il proprio voto, oltre a quello relativo all’abrogazione delle province sopra indicate,  figura anche un referendum di non di tipo abrogativo ma di tipo consultivo, attraverso il quale è stato chiesto ai cittadini se fossero o meno favorevoli all’eliminazione di quelle che sono considerate le quattro province “storiche” della Sardegna, ovvero Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari. Ebbene, anche in questo caso i cittadini che hanno votato a favore dell’abolizione delle province hanno rappresentato la maggioranza, ovvero il 66% dei votanti. In questo caso, tuttavia, come anticipato, il referendum è servito solo a sentire il parere popolare.

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