Ragazza sepolta viva non muore

20 dicembre 2011 10:240 commenti

Una storia incredibile e raccapricciante, degna della fantasia di Edgar Allan Poe, quella che è accaduta ad Huddersfiel, in Gran Bretagna, e che ha come protagonista una coppia di origini polacche: Michelina Lewandowska, di 27 anni, e Marcin Kasprazak, di due anni più giovane, compagni e genitori del piccolo Jakub di soli tre anni.

Nel maggio scorso l’uomo decide di liberarsi della compagna e sceglie di farlo in una maniera macabra ed atroce e secondo un piano ben congegnato. Per agire indisturbato, prima si libera del bambino, affidandolo alla madre col pretesto di voler passare una serata romantica con la compagna, poi colpisce quest’ultima con una pistola Taser per immobilizzarla e, valendosi dell’aiuto di un amico, lega ed imbavaglia la donna con un nastro e la rinchiude ancora viva in una scatola che poi sotterra in un bosco poco nei pressi della propria abitazione.


La donna, fintasi morta, è riuscita a salvarsi, come lei stessa ha poi dichiarato, solo grazie all’amore per il figlio e mediante un anello regalatole dall’uomo per il loro fidanzamento. Proprio utilizzando il simbolo di quell’amore rivelatosi poi traditore, ha infatti spezzato il nastro che la teneva legata. Ha poi rotto la scatola di cartone e, dopo aver spostato i dieci centimetri di terra e rami che la ricoprivano, è riuscita a riemergere e a tornare a casa chiedendo aiuto ad un autista di passaggio.

Kasprazak, davanti ad un tribunale di Leeds, ha giustificato il terribile accaduto dicendo che non aveva alcuna intenzione di uccidere la compagna ma che voleva soltanto farle paura. Non è stato creduto dai giudici che lo hanno riconosciuto colpevole di tentato omicidio. A spingere l’uomo al folle gesto sarebbe stata la noia subentrata nel rapporto con la donna: già due settimane prima del tentativo di liberarsi della compagna egli aveva modificato in single la propria situazione sentimentale su Facebook. L’entità della condanna si saprà soltanto il 13 gennaio.






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