Ragazza stuprata da uomo a Cagliari

30 gennaio 2012 15:290 commenti

donna violentata a CagliariUn fenomeno che turba e preoccupa quello della violenza sulle donne e che, in linea con i dati raccolti dall’Istat, è purtroppo ancora molto diffuso nel nostro paese: secondo l’istituto nazionale di statistica, infatti, quasi un terzo della popolazione femminile nella fascia d’età compresa tra i 16 e i 70 anni avrebbe subito violenza almeno una volta nel corso della propria vita e, dato ancora più allarmante e sconvolgente, circa un milione e seicentomila donne sarebbero state abusate fisicamente e sessualmente prima dei 16 anni ad opera di persone appartenenti alla famiglia.

L’estensione che tali comportamenti brutali hanno assunto, balza malauguratamente in evidenza dando uno sguardo alla cronaca recente: è del primo gennaio scorso la notizia di una ragazza costretta da un 25enne sudamericano ad avere rapporti sessuali su un treno Intercity partito da Chiavari; risale ad una settimana fa l’arresto di un pedofilo bosniaco che per lungo tempo ha usato violenza sessuale su una ragazzina di appena tredici anni, adescata tramite chat mentre è di oggi la notizia che sono stati identificati gli autori materiali del delitto della ballerina romena uccisa a bastonate su richiesta del suo ex compagno, un pensionato di 54 anni.


Un nuovo caso è avvenuto nel week-end appena trascorso e sconvolge non solo perché il suo autore, Giancarlo Porcu, 38 anni di Sant’Elia, era già stato condannato in passato per due casi di violenza sessuale, ma soprattutto per quel biglietto, “Chiamami quando vuoi”, col quale l’uomo, prima di scomparire, ha voluto ulteriormente infierire sulla sua vittima, dopo averla picchiata e violentata in una strada deserta e poco illuminata del centro di Cagliari, ove sono rimaste inascoltate le grida di rabbia e disperazione della donna.

L’arresto dell’uomo è avvenuto il giorno successivo quando la ragazza, 30 anni di Cagliari, ha avuto il coraggio di raccontare tutto ai propri familiari dopo essersi fatta medicare le ferite al pronto soccorso, ove i medici hanno anche constatato gli abusi subiti. Alla denuncia, sporta ai carabinieri del capoluogo sardo, sono immediatamente seguiti l’identificazione, tramite l’utenza telefonica, e il fermo del pregiudicato, che si è difeso dicendo che la donna era consenziente. Giustificazioni che, dati i suoi trascorsi penali, non gli hanno risparmiato le manette e l’immediato ritorno nel carcere di Buoncammino.






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