Referendum in Svizzera: vince il no all’immigrazione di massa

10 febbraio 2014 10:410 commentiDi:

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I cittadini svizzeri sono stati chiamati ieri ad esprimersi sulla possibilità di mettere delle restrizioni all’ingresso nella Confederazione dei lavoratori provenienti da altri paesi e il risultato è stato una spaccatura a metà: il 50.5% della popolazione ha detto sì, portando alla vittoria il partito di destra dell’Udc/Svp guidato da Toni Brunner.

Il governo svizzero, ora, dato che il referendum indetto aveva carattere vincolante, dovrà provvedere ad inserire delle altre quote per limitare l’ingresso dei lavoratori stranieri in Svizzera, dopo che due anni fa erano state già introdotte delle quote per gli immigrati provenienti da otto Paesi dell’Europa centrale e orientale.


Parte in causa di questo processo di revisione sarà anche l’Unione Europea, in quanto la Svizzera, nel 2002, aveva aderito all’Accordo per la libera circolazione di merci e persone. Questo vuol dire che si dovrà iniziare da capo e cercare dei nuovi accordi tra la Confederazione elvetica e l’Unione cercando, soprattutto da parte del governo e del parlamento svizzero, di limitare i danni che questa decisione voluta dal popolo potrebbe portare all’economia del paese.

Il referendum di ieri è stato voluto dal partito più di destra del Parlamento elvetico che ha messo in piedi una campagna elettorale di grande impatto – facendo leva soprattutto sulla questione dei frontalieri – e, anche se alla fine il risultato è stato la vittoria del sì, la popolazione svizzera si è spaccata a metà: i cantoni romandi francofoni più filoeuropei e le grandi città hanno espresso voto contrario, mentre i cantoni di lingua tedesca e il Ticino hanno votato a grande maggioranza a favore dell’iniziativa, con il cantone italofono che ha fatto registrare la più alta percentuale di Sì, saliti a quota 68,17 %.






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