Regione Liguria difende il suo mare dopo la bocciatura di Goletta Verde

17 agosto 2012 08:530 commenti

Renata Briano, assessore all’ambiente delle Regione Liguria, a pochi giorni dalla diffusione dei risultati delle analisi sui prelievi effettuati da Goletta Verde, che ricordiamo ha circumnavigato la penisola per individuare i punti di mare inquinati e non, ha affermato che, sulla base dei costanti monitoraggi effettuati, ad oggi su un totale di 373 punti di balneazione ne risultano conformi 364, un dato che quindi appare perfettamente in linea con il record nazionale delle 18 bandiere blu assegnate, anche se bisogna comunque tener conto che il riconoscimento Fee (Foundation for environmental education) non  considera solo la qualità delle acque ma l’intero sistema ambientale della zona.


I rappresentanti della Liguria, dunque, non ci stanno a vedere il nome della loro Regione ai primi posti di una classifica che individua i punti di mare fortemente inquinati della penisola. Briano ha spiegato che dal primo di aprile l’agenzia per l’ambiente Arpal esegue un campione al mese in ognuno dei 373 tratti individuati, per cui è opportuno tenere conto di queste costanti rilevazioni e non di classifiche, rispettabili, ma che non sempre si rivelano essere il modo migliore per rappresentare la realtà. Per verificare in tempo reale i risultati di questi rilievi è possibile visitate il sito internet www.arpal.gov.it alla voce “balneazione”.

Non manca poi una piccola “frecciatina” rivolta a Legambiente e alla sua classifica. L’assessore all’ambiente ha infatti affermato che, ovviamente, se i prelievi, anziché in mare, si fanno volutamente alle foci dei pochi fiumi e dei torrenti oppure nei canali, dove tendenzialmente vige il divieto permanente di balneazione, è normale che vi siano differenze, in considerazione della notevole “diluizione” che l’acqua dei fiumi e dei rivi subisce appena arriva in mare.






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