Renzi contro Alfano sui matrimoni gay

11 ottobre 2014 09:370 commenti

Il ministro dell’Interno, il 7 ottobre, ha redatto una circolare ministeriale per ingiungere ai sindaci che avevano registrato le unioni civili tra omosessuali che si sono sposati all’estero, di cancellarle dai registri cittadini. Renzi invece, annuncia una legge a riguardo.

Esiste ed è leggibile da tutti, la circolare del ministero dell’Interno inviata ai Prefetti della Repubblica e ai commissari delle regioni e province a statuto speciale, sulla “trascrizione nei registri dello stato civile dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero”. Ecco l’incipit del documento (da leggere integralmente qui):

Tali “direttive”, ad ogni evidenza, non sono conformi al quadro normativo vigente. E ciò in quanto la disciplina dell’eventuale equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli celebrati tra persone di sesso diverso e la conseguente trascrizione di tali unioni nei registri dello stato civile rientrano nella competenza esclusiva del legislatore nazionale. Sul punto, va innanzitutto rilevato che, nonostante la trascrizione abbia natura meramente certificativa e dlchtaratìva.: la sola sussistenza dei requisiti di validità previsti dalla lex loci, quanto alla forma di celebrazione, non esime l’ufficiale di stato civile dalla previa verifica della sussistenza dei requisiti di natura sostanziale in materia di stato e capacità delle persone.

Alfano ha redatto la circolare in seguito alle iniziative dei sindaci di Bologna e Milano che hanno trascritto e trascriveranno i matrimoni omosessuali contratti all’estero nei registri dello stato civile.

Visto in edicola con le barzellette gay

Renzi, presente all’inaugurazione dell’insediamento industriale di Philip Morris International, cerca di evitare le polemiche, tramite la tecnica del solito annuncio e dice: “Sulle nozze gay faremo una legge. Non è una battuta, è la verità”. Renzi ne parla proprio mentre se ne discute anche al Sinodo con la premessa che “il matrimonio è solo quello tra uomo e donna. Non è possibile nessuna benedizione di queste unioni che in sé non sono una cosa buona”. E su questo, almeno i prelati, sono tutti d’accordo.

In fondo però qui si parla di unioni civili e non si cercano benedizioni ma diritti. Sarà ancora la Chiesa a mettere l’ultima parola? In fondo la legge da fare, potrebbe sempre vietarli, anziché regolamentarne la trascrizione.

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