Renzi propone l’abolizione dei contratti precari

29 settembre 2014 06:150 commenti

Il Jobs Act è all’ordine del giorno. Matteo Renzi, dopo essere tornato dal suo viaggio in America, ha dovuto ricominciare ad occuparsi degli affari del Paese e la riforma del lavoro è certamente una priorità.

Matteo Renzi in una lunga intervista a Repubblica.it – visto che dopo le accuse di De Bortoli non era il caso di bussare al Corriere della Sera – ha dichiarato di non essere un massone, al massimo dichiara di essere uno scout. Dichiarazioni a parte, il mondo del lavoro deve subire una trasformazione e al premier non interessa avere i poteri forti tutti contro.

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Lo ha ribadito anche a Che tempo che fa, la trasmissione condotta da Fabio Fazio che ha ospitato il premier. Renzi ha spiegato che in questo momento bisogna ridurre la precarietà sul lavoro ma bisogna dare anche la possibilità alle aziende di licenziare. Il fine ultimo della sua riforma è quello di far capire alle aziende che bisogna trovare un lavoro a chi è disoccupato.


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Renzi attacca i sindacati spiegando che sono l’unica azienda che supera i 15 dipendenti e non ha l’articolo 18 sono proprio loro e poi continua dicendo che la trattativa si fa con i lavoratori non con i sindacati. L’unico modo per uscire dalla crisi, infatti, è quello di dare una risposta a chi il lavoro lo perde, lo cerca o ce l’ha con un contratto precario. La conservazione delle leggi attuali, per Renzi, non è una risposta giusta alla situazione contingente.

Renzi ha poi detto che in direzione PD proporrà l’abolizione dei co.co.pro e di tutte le forme di collaborazione che hanno determinato il precariato, confermerà il bonus di 80 euro e proporrà di mettere una quota del Tfr in busta paga. Tutte novità che però devono abbinarsi alla possibilità delle aziende di licenziare






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